Leone XIV all'Udienza generale: «La guerra non è la via efficace per costruire la pace»
Il Pontefice dedica la catechesi a 'Gaudium et spes', esortando a superare l'indifferenza e ad assumersi la responsabilità verso i più fragili
Durante l'Udienza generale del 2 settembre 2026, dedicata alla Costituzione pastorale "Gaudium et spes. La Chiesa in ascolto e a servizio del mondo", Papa Leone XIV ha sottolineato la necessità di «smascherare le contraddizioni che caratterizzano la vita personale e sociale del mondo contemporaneo», indicando tra queste l'incapacità di rinunciare al «consumo egoistico» e l'«illusione che la guerra sia una via efficace per costruire la pace».
Il Pontefice è tornato in piazza San Pietro e ha fatto un giro tra i fedeli a bordo di una jeep bianca scoperta, benedicendo e salutando neonati, mentre prosegue il ciclo di catechesi su "I Documenti del Concilio Vaticano II".
Leone XIV ha richiamato alcuni esempi di contraddizioni sociali: un progresso scientifico e tecnologico che offre nuove possibilità ma solo ad alcuni, una conoscenza più chiara delle "leggi della vita sociale" accompagnata da incertezze sulla direzione da dargli, e una maggiore disponibilità di "ricchezze, possibilità e potenza economica" che tuttavia lascia "una grande parte degli abitanti del globo (...) ancora tormentata dalla fame e dalla miseria". Ha inoltre richiamato la necessità di una consapevolezza condivisa circa il futuro del pianeta.
Il Papa ha esortato a «uscire da ogni passività e indifferenza» di fronte agli avvenimenti e ai rapidi cambiamenti della storia e della vita delle persone, invitando a «ascoltare con il cuore, lasciarsi interpellare, farsi coinvolgere». Ha aggiunto che i credenti, "con Cristo e sorretti dalla forza del suo Spirito", sono chiamati a farsi carico delle difficoltà dei fratelli, in particolare di coloro che sono schiacciati dall'ingiustizia, dalla discriminazione e dalla violenza.
Secondo Leone XIV, «solo nella condivisione e nell'impegno è possibile arrivare a risposte adeguate», fiduciosi che le sofferenze del presente non siano paragonabili alla gloria futura. In un tempo segnato da profondi mutamenti e squilibri, la Chiesa è chiamata a servire l'essere umano, ascoltando gli interrogativi più profondi e indicando in Cristo "la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana".
Nei saluti in lingua inglese, il Pontefice ha ribadito che il documento "Gaudium et spes" si concentra sulla responsabilità pastorale della Chiesa di impegnarsi nel mondo contemporaneo, condividendone gioie e dolori, invitando a un impegno di conversione, a testimoniare l'opera di Cristo e a difendere i poveri e gli emarginati. Ha sollecitato ciascuno a svolgere il proprio ruolo nell'accogliere le domande e i desideri più profondi del cuore umano, rendendo presente l'amore misericordioso di Cristo.