Nazionale · 02 Settembre 2026

G20 Finanze ad Asheville: spaccatura sull'agenda per la crescita e tensioni geopolitiche

Gli Stati Uniti, guidati dal Segretario al Tesoro Scott Bessent, puntano su crescita e deregolamentazione; la Cina blocca il comunicato finale e la partecipazione russa crea irritazione tra i partner europei.

G20 Finanze ad Asheville: spaccatura sull'agenda per la crescita e tensioni geopolitiche

A Asheville l'agenda predisposta dal Segretario al Tesoro Scott Bessent ha concentrato i lavori del G20 Finanze sull'economia e sulla crescita, con l'obiettivo dichiarato di riportare il forum alla sua funzione contabile e finanziaria originaria e di ridurre il cosiddetto mission creep accantonando dossier come il cambiamento climatico e le disuguaglianze sociali. Questa scelta ha sollevato forti perplessità tra i delegati europei.

Al centro delle proposte americane sono state la promozione della deregolamentazione, il sostegno agli investimenti privati e il contrasto agli squilibri del commercio globale, con un esplicito richiamo al surplus commerciale della Cina di circa 1.200 miliardi di dollari. La posizione americana è stata respinta da Pechino, che ha bloccato l'approvazione del testo finale del summit.

Di fronte all'impossibilità di raggiungere l'unanimità, gli Stati Uniti hanno diffuso una dichiarazione della presidenza focalizzata sulla necessità di rilanciare la crescita e garantire la stabilità dei mercati energetici. La dichiarazione finale firmata dalla presidenza Usa è stata sottoscritta da tutti i partecipanti con la sola eccezione della Cina e ha espresso forte preoccupazione per le interruzioni nel commercio energetico, ribadendo l'importanza della navigazione libera, sicura e prevedibile attraverso lo Stretto di Hormuz e in tutto il mondo.

I Paesi membri si sono divisi sulle ricette per stimolare l'economia mondiale, chiamata a fronteggiare tre minacce strutturali indicate nel vertice: debito sovrano ai massimi, invecchiamento demografico ed esposizione a shock esterni. Anche il Presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, è intervenuto descrivendo un enorme cambiamento nell'economia globale che i singoli Paesi gestiscono con dinamiche differenti.

Lo scontro diplomatico è stato accentuato dalla posizione americana sull'isolamento dell'Iran e sull'inasprimento delle sanzioni: la pressione Usa si è scontrata con i flussi commerciali reali, con la Cina che continua ad acquistare circa il 90% del petrolio iraniano a prezzi scontati, secondo quanto emerso nei lavori. Inoltre, la partecipazione del ministro delle Finanze russo Anton Siluanov, comunicata dagli Stati Uniti quasi all'ultimo minuto, ha provocato irritazione tra le delegazioni dell'Unione Europea.

Il Commissario UE Valdis Dombrovskis ha ribadito che la crisi climatica rimane una componente fondamentale della resilienza economica, manifestando il proprio contrasto con la linea predominante al summit, mentre Scott Bessent ha difeso la scelta di mantenere il dialogo con la Russia.

Il Ministro dell'Economia italiano Giancarlo Giorgetti ha sintetizzato il quadro complessivo come complicato e in tempi particolari e, a margine dei lavori, ha svolto una serie di colloqui bilaterali con i colleghi di Qatar e Corea del Sud. In parallelo, a Bishkek si teneva il vertice della Shanghai Cooperation Organization, dove il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato Vladimir Putin e il presidente iraniano Pezeshkian, evidenziando la crescente capacità di Pechino di porsi come punto di riferimento e sostegno per nazioni soggette a sanzioni e pressioni diplomatiche statunitensi.

Fonte: Raccontiamo Città

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