Tommaso Paradiso positivo al Toscana virus: l'episodio riaccende l'attenzione sulle infezioni da pappatacio in Italia
Il cantante ha annullato due appuntamenti estivi; Iss registra un aumento dei casi e indica misure di prevenzione
Il cantautore Tommaso Paradiso ha reso pubblica l'infezione da Toscana virus attraverso le sue Instagram stories, spiegando di aver dovuto rinunciare a due appuntamenti estivi per motivi di salute. «Una decina di giorni fa un pappatacio ha deciso di pungermi trasmettendomi il Toscana virus. Sono in via di guarigione ma non ancora al massimo», ha scritto, aggiungendo poi: «Ci vediamo prestissimo, vi abbraccio».
L'infezione è trasmessa dalla puntura del pappatacio e, come sottolineato dal direttore delle Malattie infettive dell'ospedale Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti, «nella maggior parte dei casi l'infezione è lieve o asintomatica. Più raramente può coinvolgere il sistema nervoso e provocare meningite, encefalite o meningoencefalite». Bassetti ha inoltre ricordato che «non esiste ancora un vaccino né una terapia antivirale specifica» e ha sottolineato l'importanza della diagnosi, «perché i sintomi possono essere facilmente confusi con quelli di altre infezioni».
Un aggiornamento dell'Istituto Superiore di Sanità segnala un aumento dei casi in Italia. Secondo la sorveglianza coordinata dall'Iss, nel 2025 sono stati registrati 115 casi autoctoni e uno importato, mentre nel 2024 si sono contati 238 casi autoctoni e 503 importati. Uno studio citato dall'Istituto riferisce che tra il 2016 e il 2023 sono stati notificati 607 casi di infezione neuroinvasiva, con due decessi nello stesso periodo.
L'Iss indica poi alcuni elementi di caratterizzazione dei casi: circa 276 delle notifiche si sono verificate nel biennio 2022-2023; la stagionalità tipica va da maggio a novembre con picco ad agosto; approssimativamente il 70% dei casi riguarda soggetti di sesso maschile. Tra i 372 casi di infezione neuro-invasiva per i quali sono disponibili dettagli clinici tra il 2020 e il 2023, il 17,8% presentava meningo-encefalite, il 32,5% encefalite, il 48,1% meningite, l'1,1% polineuropatia e lo 0,5% meningite e polineuropatia.
L'Iss segnala inoltre una correlazione con stagioni caratterizzate da condizioni climatiche anomale: gli anni con maggior numero di casi (2018, 2022, 2023) sono stati associati a forti anomalie nelle temperature. In particolare il 2018 ha mostrato temperature superiori alla media in primavera ed estate, soprattutto nelle regioni del Nord, mentre il 2022 è stato indicato come l'anno più caldo dal 1961.
Per la prevenzione, le autorità sanitarie raccomandano di ridurre l'esposizione ai vettori nel periodo favorevole alla trasmissione (maggio-ottobre). Le misure suggerite includono l'uso di repellenti, l'adozione di abiti che coprano la pelle e l'impiego di zanzariere a maglia fine o ambienti climatizzati, con particolare attenzione nelle ore dell'alba e del tramonto.