Nazionale · 01 Settembre 2026

Medio Oriente in escalation: l'Europa sostiene le misure contro l'Iran e l'Italia conferma l'appoggio

Tra attacchi nello Stretto di Hormuz, dimissioni di un alto ufficiale Usa e parole del presidente iraniano Pezeshkian, Roma ribadisce il sostegno europeo alle misure economiche

Medio Oriente in escalation: l'Europa sostiene le misure contro l'Iran e l'Italia conferma l'appoggio

L'escalation tra Stati Uniti e Iran registra nuove tappe: l'agenzia marittima britannica UKMTO ha segnalato che tre "proiettili non identificati" hanno colpito una petroliera in uscita dallo Stretto di Hormuz, a 31 chilometri a est di Khasab, in Oman. Non sono state riportate vittime né impatti ambientali.

Secondo i Guardiani della Rivoluzione iraniani, una petroliera sarebbe stata inoltre fermata dopo essere stata colpita da mine marine, mentre i Pasdaran hanno annunciato attacchi contro due basi statunitensi in Giordania in risposta a un bombardamento Usa sull'isola di Larak. Fonti iraniane e americane forniscono versioni diverse sugli obiettivi e sull'impatto degli attacchi; non esistono conferme indipendenti su tutti gli episodi.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, a Bishkek per il vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, ha dichiarato: "Ovviamente, la violazione degli obblighi degli Stati Uniti ha suscitato una risposta proporzionata da parte dell'Iran, ma se gli Stati Uniti torneranno a rispettare i propri obblighi previsti dal memorandum d'intesa, l'Iran ricambierà immediatamente". Il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, firmato il 17 giugno, è scaduto il 17 agosto.

Sul fronte politico-economico internazionale, il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha ringraziato l'Europa per il "forte sostegno" alle misure economiche chieste dagli Stati Uniti. Il sostegno è stato confermato, secondo la fonte, anche dal ministro dell'Economia italiano Giancarlo Giorgetti, che non ha fornito dettagli aggiuntivi.

L'alto rappresentante Ue Kaja Kallas, arrivando al consiglio difesa, ha affermato: "I video che provengono dalla Cisgiordania sono inquietanti, tutti gli Stati membri li hanno condannati: ci sono Paesi che hanno chiesto il blocco del commercio con i territori occupati ma non abbiamo ancora una proposta dalla Commissione e non tutti i Paesi sono d'accordo".

La crisi militare ha avuto anche sviluppi sul terreno: l'esercito israeliano ha effettuato bombardamenti nel sud del Libano e nella Striscia di Gaza, con rapporti di vittime tra i civili e accuse incrociate su l'uso di munizioni vietate. Nella Striscia di Gaza funzionari sanitari riferiscono di almeno cinque palestinesi uccisi in attacchi aerei; le autorità israeliane dichiarano di aver colpito militanti di Hamas.

In ambito diplomatico, il terzo round dei colloqui tra Israele e Libano a Roma è stato rinviato: Channel 11 riporta che l'incontro, inizialmente previsto per inizio settembre, potrebbe tenersi a metà mese. Secondo fonti citate dall'emittente, Israele sarebbe insoddisfatto dei progressi dell'esercito libanese sul disarmo di Hezbollah nelle aree pilota.

Sul fronte militare statunitense, il segretario all'esercito Usa Dan Driscoll ha presentato le dimissioni al presidente Trump e lascerà l'incarico nei prossimi giorni. Una portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha ricordato l'impegno di Driscoll nel promuovere l'agenda presidenziale e nella gestione di operazioni militari e negoziati internazionali.

La portaerei USS Abraham Lincoln, al centro di polemiche per le condizioni di vita a bordo, è arrivata in Thailandia per la prima sosta del suo equipaggio dallo scorso novembre: la nave, con circa 5.000 persone, attraccherà nel porto di Laem Chabang e il sindaco di Pattaya ha annunciato misure di sicurezza rafforzate.

I mercati energetici hanno risentito della nuova ondata di ostilità: i prezzi globali del greggio sono risaliti e, secondo l'American Automobile Association, il prezzo medio alla pompa negli Stati Uniti è rimasto sopra i 4 dollari per tutto il mese di agosto.

La situazione resta fluida, con dichiarazioni reciproche tra Teheran, Washington e Tel Aviv, e con sullo sfondo il ruolo dell'Unione europea e dei governi nazionali, Italia compresa, nelle scelte di coordinamento delle misure economiche e diplomatiche.

Fonte: Raccontiamo Città

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