Nazionale · 31 Agosto 2026

Aumentano in Europa i casi di 'dermatofilosi' detta malattia della pioggia, esperto italiano: cambiamento nell’epidemiologia ma rischio generale basso

L’Ecdc segnala focolai dall’inverno 2025; aggiornamento al 20 agosto 2026 indica 123 casi in 10 Paesi europei, con possibile trasmissione da persona a persona

Aumentano in Europa i casi di 'dermatofilosi' detta malattia della pioggia, esperto italiano: cambiamento nell’epidemiologia ma rischio generale basso

La dermatofilosi, nota anche come "malattia della pioggia", è un’infezione cutanea causata dal batterio Dermatophilus congolensis, in passato prevalentemente riconosciuta in ambito veterinario. L’Ecdc, nel report del 17 giugno, ha segnalato focolai registrati da dicembre 2025 in vari Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Spagna, Svezia e Norvegia, e ha evidenziato possibili cambiamenti nelle dinamiche di trasmissione.

Nel documento dell’agenzia europea si ipotizza "un possibile cambiamento nelle dinamiche di trasmissione, con la trasmissione da uomo a uomo tramite stretto contatto fisico come via più probabile, sebbene non si possa escludere la trasmissione indiretta tramite superfici e oggetti contaminati". Un aggiornamento diffuso il 21 agosto conferma che i casi si stanno osservando "prevalentemente, ma non esclusivamente, tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, spesso segnalando la recente frequentazione di luoghi in cui si pratica sesso all'interno di locali, comprese le saune".

Il bilancio aggiornato al 20 agosto 2026 indica 123 casi di infezione da D. congolensis in 10 Paesi europei: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. La rivista scientifica BMJ ha riportato che "Nel Regno Unito - rileva la rivista scientifica - è stata rilevata per la prima volta l'infezione cutanea a trasmissione sessuale, in un contesto di aumento dei casi in Europa"; l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (UKHSA) ha indicato che il caso identificato in Scozia è collegato alla frequentazione di un locale adibito ad attività sessuali.

Il virologo Fabrizio Pregliasco ha commentato che "Il batterio Dermatophilus congolensis è un microrganismo conosciuto da molto tempo soprattutto in medicina veterinaria, perché colpisce bovini, cavalli, pecore e altri animali. Nell'uomo, invece, le infezioni sono sempre state considerate piuttosto rare" e ha richiamato l'attenzione sulla novità rappresentata dai casi recenti in vari Paesi europei.

Pregliasco ha osservato che "Tradizionalmente l'infezione umana era associata soprattutto al contatto diretto con animali infetti o con materiale contaminato. Nei casi più recenti, invece, è emersa la possibilità di una trasmissione da persona a persona attraverso un contatto molto stretto pelle contro pelle, compreso quello che può avvenire durante i rapporti sessuali. Sono stati descritti casi anche tra persone che praticano sport di contatto" come le arti marziali nel caso della Norvegia, e che "numerose infezioni sono state associate alla frequentazione di saune o ambienti caldo-umidi".

L’esperto ha inoltre sottolineato che "È importante, però, non trasformare un fenomeno epidemiologicamente interessante in un nuovo allarme sanitario. Per la popolazione generale il rischio viene attualmente considerato molto basso. L’attenzione delle autorità sanitarie deriva soprattutto dal fatto che sembra essere cambiata almeno in parte l’epidemiologia di un batterio che fino a poco tempo fa interessava quasi esclusivamente il mondo veterinario".

I dati riportati provengono dall’Ecdc, da segnalazioni scientifiche pubblicate su BMJ e da dichiarazioni di autorità sanitarie britanniche, oltre al commento dell’esperto italiano citato. Non sono presenti indicazioni o raccomandazioni pratiche ulteriori nel testo originale.

Fonte: Raccontiamo Città

Torna alle notizie nazionali