Nazionale · 30 Agosto 2026

Rientro dalle vacanze, famiglie italiane sotto pressione per rincari di carburante, scuola e bollette

Codacons valuta 430 milioni in più per i rifornimenti; fino a 1.300 euro a studente per corredo scolastico; Confcommercio e Federconsumatori segnalano effetti sui consumi e sulla fiducia

Rientro dalle vacanze, famiglie italiane sotto pressione per rincari di carburante, scuola e bollette

Il ritorno dalle vacanze è segnato da diversi fattori di pressione sui bilanci familiari: rincari dei carburanti, aumenti delle bollette e la spesa per il corredo scolastico e l'alimentazione, che costringono le famiglie a rivedere consumi e abitudini.

Secondo il Codacons il rincaro maggiore riguarda la spesa per i carburanti: si prospetta un aggravio di circa 430 milioni di euro solo a titolo di maggiori spese per i rifornimenti rispetto al controesodo del 2025. A questi oneri si sommano i disagi della rete viaria, che incidono ulteriormente sui costi di trasporto al rientro.

Per il ritorno a scuola l'associazione stima spese fino a 1.300 euro a studente tra libri e corredo scolastico, con rincari stimati tra il +2% e il +4% sulla cartoleria e del +1,8% sui testi. A far salire la bolletta contribuiscono articoli di tendenza o griffati, oltre a prodotti tecnologici e accessori di moda. Il Sindacato Italiano Librai di Confesercenti, tuttavia, ridimensiona gli allarmi sul tema dei costi scolastici.

Confcommercio segnala che le spese obbligate — casa, bollette, sanità, trasporti e assicurazioni — assorbono quasi la metà dei consumi familiari complessivi: circa il 42% con un aumento di poco meno di 5 punti percentuali rispetto al 1995 quando erano al 37%, spiega l'associazione.

Sull'impatto complessivo sulla fiducia, Federconsumatori avverte che "l'apparente miglioramento della fiducia registrato ad agosto dall'Istat è destinato a svanire rapidamente". L'Osservatorio Federconsumatori rileva già cambiamenti nelle abitudini di spesa: "un calo del consumo di carne e pesce pari -16,9%; la caccia alle offerte, o ai prodotti prossimi alla scadenza, abitudine adottata dal 52,5%dei cittadini; l'aumento della spesa presso i discount del+12,2%".

Fonte: Raccontiamo Città

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