Nazionale · 29 Agosto 2026

Antitrust: pochi editori, digitale inefficace e usato bloccato. Perché i libri scolastici restano così cari

L'Autorità ha concluso un'indagine (avviata nel 2024 e chiusa a dicembre 2025) che individua dieci fattori che pesano sui costi per le famiglie

Antitrust: pochi editori, digitale inefficace e usato bloccato. Perché i libri scolastici restano così cari

L'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha concluso a dicembre 2025 un'indagine conoscitiva sul mercato dei libri scolastici avviata nel 2024. I risultati, ripresi e sintetizzati in dieci punti dal portale Skuola.net, individuano elementi strutturali che incidono sui prezzi pagati dalle famiglie.

Secondo l'analisi, il mercato dei testi scolastici nuovi vale circa 800 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 150 milioni derivanti dal mercato dell'usato. L'Antitrust osserva che il settore è in gran parte sostenuto dalle famiglie e sottolinea: "Appare inadeguato che il sostegno al settore ricada sulle famiglie, quando esistono strumenti alternativi di supporto pubblico, come crediti d’imposta o incentivi diretti". La spesa media indicata nello studio è di 580,75 euro per completare le scuole medie e di 1.250,43 euro per concludere l'intero ciclo delle superiori; in alcuni casi il costo per un ciclo delle superiori può arrivare fino a 1.200 euro, secondo quanto riportato.

Tra i fattori evidenziati c'è la forte concentrazione: l'80% del mercato è oggi in mano a quattro grandi editori. Inoltre, la scelta dei testi è demandata ai docenti, che non sostengono direttamente la spesa, elemento che contribuisce a ridurre gli incentivi al risparmio.

Le nuove edizioni frequenti frenano il mercato dell'usato: mediamente il 10% del catalogo presenta ogni anno nuove edizioni e non esiste un organismo terzo che verifichi la reale rilevanza delle variazioni di contenuto, essendovi solo un codice di autoregolamentazione dell'Associazione degli Editori. Altri elementi che ostacolano l'usato sono le nuove adozioni dei docenti, la presenza di esercizi e teoria nello stesso volume e l'uso di supplementi digitali non trasferibili.

Il passaggio al digitale non ha portato i risparmi attesi. La maggior parte dei testi adottati (95%) è in formato misto cartaceo-digitale, con costi sia della carta sia dello sviluppo di piattaforme digitali. Dati dell'AIE relativi all'anno scolastico 2023/24 indicano che solo il 16% delle licenze digitali è stato effettivamente attivato, con una media di 11 accessi all'anno nelle scuole secondarie e 4 nelle primarie.

Altri elementi citati dall'Antitrust comprendono il vincolo sugli sconti (lo sconto massimo sui testi nuovi è fissato al 15% sul prezzo di copertina), l'elevata foliazione media dei libri italiani rispetto ad altri Paesi europei, e la tendenza ad avere un libro per ogni materia anche quando l'uso è limitato.

Gli attuali tetti di spesa ministeriali per contenere i costi sono ritenuti inefficaci dall'Autorità: se fossero applicati correttamente, si dovrebbe arrivare a spese massime molto inferiori rispetto a quelle attuali — l'Antitrust cita come parametri di riferimento 300 euro per la prima media e 395 euro per le superiori.

L'ipotesi di libri autoprodotti da parte delle scuole è stata considerata, ma l'analisi rileva l'assenza di incentivi concreti alla loro diffusione. Come esempio positivo viene citata la rete di scuole del progetto Book In Progress, dove la spesa media annua per i testi cartacei con supplemento digitale è intorno ai 100 euro.

L'Autorità ha precisato che dall'indagine non emerge un comportamento illecito generalizzato: "Non c'è del marcio - vale la pena chiarirlo - e quindi nessuno è da dichiarare colpevole", ma ha segnalato la presenza di molte criticità. Per questo motivo l'Antitrust ha inviato una segnalazione formale a una pluralità di soggetti istituzionali, tra cui il MIM, con indicazioni puntuali di intervento e supervisione.

I punti raccolti dall'Antitrust offrono un quadro delle cause strutturali dei costi dei libri scolastici e indicano possibili aree di intervento su concorrenza, regolazione delle adozioni, trasferibilità delle licenze digitali e meccanismi di supporto alle famiglie.

Fonte: Raccontiamo Città

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