Mikhailo Fedorov, il 35enne soprannominato «re dei droni» al centro della scena ucraina
Indicata come consulente del governo italiano, la figura di Fedorov è collegata alla strategia dei droni, alla richiesta di elezioni e a tensioni con la leadership militare di Kiev
Mikhailo Fedorov, 35 anni, è presentato dalla fonte come l’«indiscusso re dei droni» per la strategia che avrebbe permesso ai velivoli ucraini di colpire in profondità obiettivi russi, comprese ripetute incursioni sulla capitale Mosca. Viene descritto anche come ex ministro della Difesa ucraino e come consulente del governo italiano.
Il 18 agosto Fedorov ha pronunciato un discorso in cui ha chiesto che l’Ucraina torni al voto nonostante la guerra. Secondo la fonte quel discorso ha avuto il carattere di una candidatura implicita: Fedorov ha dipinto il Paese come vittima di corruzione e di una «crisi sistemica» che lo condannerebbe a una «lenta sconfitta», sostenendo che l’unica soluzione sia la convocazione di elezioni che, secondo la fonte, il presidente Volodymyr Zelensky continua a escludere (il mandato di Zelensky è indicato come scaduto nel 2024).
La rimozione di Fedorov dal ruolo citato dalla fonte avrebbe scatenato manifestazioni di sostegno a Kiev e in altre città ucraine. La fonte riporta inoltre che nelle stesse tensioni il capo di stato maggiore Oleksandr Syrskyi ha presentato le dimissioni per calmare la piazza, in un confronto descritto sia come dottrinale sia generazionale.
Nel breve periodo del suo mandato, secondo la fonte, Fedorov avrebbe spostato gli equilibri del conflitto a favore di Kiev, indirizzando attacchi con droni su obiettivi strategici in Russia, in particolare raffinerie, provocando problemi concreti per la popolazione russa come lunghe code alle pompe di benzina.
Fedorov è ricordato anche per il ruolo avuto nel governo di Zelensky dopo il 2019, quando venne nominato ministro della Trasformazione Digitale all’età di 28 anni e fu l’ideatore dell’app Diia ("azione"), che permette agli ucraini di svolgere diverse pratiche amministrative tramite smartphone. Sempre secondo la fonte, fu lui a pubblicamente chiedere a Elon Musk di mettere a disposizione dell’Ucraina la rete satellitare Starlink.
La fonte segnala inoltre che, una volta diventato ministro della Difesa, Fedorov tentò di riformare la coscrizione, una misura giudicata dai veterani troppo favorevole alle nuove reclute; per l’ex ministro la priorità doveva essere puntare su droni e aeronautica per limitare le perdite della fanteria.
Infine la fonte avanza l’ipotesi che il Cremlino, dichiarandosi disponibile al dialogo ma non con l’attuale leadership ucraina, possa paradossalmente favorire le ambizioni di Fedorov: nuove elezioni e un nuovo leader a Kiev potrebbero essere uno strumento utilizzato, secondo la fonte, dal mediatore statunitense per cercare concessioni dalla Russia.