Rivolta nel carcere di Cavadonna (Siracusa): detenuti sui tetti, agenti feriti
Un gruppo di detenuti stranieri avrebbe forzato le recinzioni e lanciato calcinacci; sindacato e Garante segnalano sovraffollamento e carenze
Dal pomeriggio del 27 agosto 2026 un gruppo di detenuti stranieri in attesa di trasferimento, dopo scontri fisici con altri reclusi italiani, ha forzato le recinzioni dei cortili di passeggio del carcere di Siracusa-Cavadonna e ha raggiunto i tetti dell’istituto. Dalla sommità avrebbero lanciato calcinacci e altri oggetti contro gli agenti della polizia penitenziaria, alcuni dei quali sono rimasti feriti e sono stati trasportati al pronto soccorso; il bilancio dei feriti non è ancora definito.
Per contenere la situazione sono stati richiamati in servizio agenti liberi dal servizio e fatti affluire rinforzi da altri istituti penitenziari. Il perimetro esterno è stato presidiato da carabinieri, polizia e guardia di finanza per prevenire eventuali tentativi di fuga. A riferire dell’accaduto è il sindacato Osapp: il segretario provinciale Giuseppe Argentino ha parlato di “disastro annunciato” denunciando la “carenza organica e sovraffollamento”.
Nel corso di agosto 2026 nello stesso carcere si sono susseguiti diversi episodi a distanza di pochi giorni. Il 16 agosto si è verificata una rivolta nel blocco dei detenuti comuni durante una perquisizione; alcuni detenuti avrebbero impedito l’accesso agli agenti e minacciato il personale con forbici trasformate in lame. Il 23 agosto circa 30 detenuti hanno occupato il blocco 10 dopo che quattro di loro si erano impossessati delle chiavi sottratte a un agente; la situazione è durata circa cinque ore e sono intervenuti rinforzi da Noto, Caltagirone, Brucoli e Ragusa, con un agente ferito. Il 26 agosto una violenta rissa nel blocco 20 tra detenuti italiani e stranieri ha provocato circa una decina di detenuti feriti, uno dei quali trasportato in ospedale per una ferita da arma da taglio, e due agenti colpiti da malori.
Nell’episodio immediatamente precedente alla rivolta odierna la tensione era iniziata con il mancato rientro nelle celle, degenerando in una protesta con detenuti barricati, telecamere distrutte, idranti utilizzati contro gli agenti e l’aggressione di un sovrintendente con cinque giorni di prognosi. Tra le ragioni delle proteste sono state segnalate la mancanza di acqua calda e la presenza di cimici.
Anche nel 2025 il carcere di Cavadonna era stato teatro di gravi episodi: il 7 gennaio 2025 una protesta di circa 680 detenuti contro restrizioni sui beni acquistabili o introducibili; a settembre 2025 un gruppo di detenuti avrebbe preso il controllo di un blocco con una trattativa durata circa sette ore e l’intervento di personale in assetto antisommossa; il 28 dicembre 2025 una rivolta nel blocco 20 con danneggiamenti, aggressioni agli agenti e un sovrintendente ferito, per la quale furono richiamati circa 120 agenti.
Il Garante di Siracusa, dopo una visita del 27 luglio 2026, aveva contato 724 detenuti e descritto una situazione di saturazione cronica, con problemi strutturali e condizioni climatiche difficili. Secondo il Garante la capienza del carcere sarebbe di massimo 575 posti regolamentari, mentre il ministero indica 545 posti regolamentari; si rileva dunque un’eccedenza di circa il 30% rispetto alla capienza di base.
A livello nazionale, i dati ufficiali a luglio 2026 indicano 64.793 detenuti a fronte di 51.221 posti regolamentari, con un tasso del 126,5%. Secondo Antigone, ad aprile 2026 l’affollamento effettivo era di circa il 138%. La popolazione detenuta è cresciuta da circa 61.900 a fine 2024 a 63.499 a fine 2025 e a 64.793 a luglio 2026. L’istituto Eurispes segnala per il 2024 67 eventi con incidenti e, in alcuni casi, feriti tra detenuti e agenti.