Medio Oriente: raid israeliani, affermazioni iraniane e tensioni diplomatiche internazionali
Attacchi in Libano, Gaza e Siria; Teheran avverte e Doha tratta sui corridoi marittimi; Washington esclude negoziati per ora
Mohsen Rezaei, responsabile della sicurezza iraniana, ha dichiarato secondo l'agenzia Mehr che l'Iran «manderà Netanyahu all'inferno» e che sta «monitorando attentamente gli sviluppi relativi a Beirut e ai suoi sobborghi meridionali», identificati come «linee rosse». Rezaei ha aggiunto: «Se il conflitto dovesse riprendere, ci prepareremo per una nuova fase; qualsiasi guerra futura sarà diversa dalle precedenti».
Secondo un articolo del Washington Post, una valutazione riservata del Cremlino sostiene che la guerra all'Iran avrebbe indebolito gli Stati Uniti. Prima della pubblicazione di queste valutazioni si sarebbe svolta una visita segreta a Mosca del direttore della CIA, John Ratcliffe.
La Casa Bianca, tramite la portavoce Karoline Leavitt in un'intervista a Fox, ha ribadito che «al momento non sono in corso negoziati con l'Iran», sottolineando che il blocco americano resta in vigore e che l'obiettivo degli Stati Uniti è isolare economicamente Teheran.
Nella Striscia di Gaza gli ultimi attacchi delle forze israeliane hanno causato tre morti e diversi feriti, secondo quanto riportato dalle agenzie citate. L'agenzia Wafa segnala che un drone israeliano ha colpito una tenda di sfollati ad al-Mawasi, Khan Younis, uccidendo una persona e ferendone altre; un altro drone ha colpito una bicicletta elettrica a ovest di Gaza City uccidendo un palestinese e ferendone altri; in mattinata un attacco aveva ucciso un altro palestinese nel campo profughi al-Shati.
In Libano l'aviazione israeliana ha condotto raid nel sud del Paese: L'Orient Le Jour segnala attacchi a Mansouri (distretto di Tiro), Baraachit (distretto di Bint Jbeil), un quartiere di Nabatieh Fawqa, la periferia di Ali Taher e il sito Al Dabshe vicino a Kfar Roummane. Il quotidiano riferisce anche movimenti di veicoli militari israeliani nei pressi di Haddatha in direzione di Aita al-Jabal.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha definito «ogni lancio di palloni aerostatici e aquiloni dalla Striscia di Gaza» come «un atto di terrorismo» e ha annunciato che «d'ora in poi, ogni lancio sarà contrastato con una risposta energica contro i responsabili, gli organizzatori e gli esecutori, nonché contro i siti di lancio e le infrastrutture che utilizzano». Katz ha aggiunto che le Forze di difesa agiranno «con tutti i mezzi necessari, compresa l'evacuazione della popolazione da un'area o da un quartiere da cui vengono effettuati i lanci, al fine di neutralizzare i centri terroristici».
Il quotidiano L'Orient Le Jour riferisce inoltre della morte di una donna nel bombardamento di Arab Salim, nel distretto di Nabatieh, e del ferimento di altre civili. Le Forze di difesa israeliane hanno detto di aver colpito «infrastrutture di Hezbollah nella zona di Nabatieh» in risposta al lancio di droni esplosivi contro le forze israeliane nella Zona di sicurezza.
La televisione di Stato siriana, citata da Al Jazeera, ha riferito che forze israeliane hanno compiuto un'incursione in un'abitazione nel villaggio di Taranja, a nord di Quneitra, sul versante siriano delle Alture del Golan, effettuando perquisizioni prima di ritirarsi.
Funzionari e residenti libanesi hanno accusato l'esercito israeliano di essere responsabile di incendi che hanno distrutto vaste aree nel sud del Libano. Il Consiglio nazionale per la ricerca scientifica (Cnrs) del Libano afferma che dall'inizio delle ostilità tra Israele e Hezbollah nell'ottobre 2023 sono andati in fumo 160 chilometri quadrati di terreno, metà dei quali agricoli. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha parlato di una «politica della terra bruciata», mentre l'esercito israeliano ha dichiarato di essere «consapevole del potenziale impatto ambientale delle sue operazioni» e di adottare «misure precauzionali per mitigare i danni ai civili e all'ambiente». Autorità locali libanesi hanno inoltre denunciato spianamenti e sradicamento di vegetazione e la rimozione di ulivi.
Il Qatar ha reso noto che il ministro degli Esteri Mohammed bin Abdulrahman Al Thani ha incontrato a Teheran l'omologo iraniano Abbas Aragchi per discutere «la creazione di un corridoio di navigazione temporaneo attraverso lo Stretto di Hormuz e un accordo per l'attuazione di un progetto congiunto di bonifica dello stretto dalle mine», secondo un comunicato del ministero degli Esteri del Qatar diffuso dall'agenzia Qna. Al Thani ha sottolineato la necessità di rispettare la sovranità dei paesi vicini e la libertà di navigazione e ha invitato a proseguire gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno detto di aver raggiunto un accordo con l'Oman sulla condivisione dei ricavi derivanti dai pedaggi di transito nello Stretto di Hormuz; il portavoce Hossein Mohebi ha affermato che durante i negoziati «sono stati presi alcuni accordi in merito alla quota di ciascun Paese nelle acque dello Stretto e alla quota di Iran e Oman nei relativi ricavi», denunciando al contempo un presunto ostacolo statunitense alla finalizzazione dell'intesa.
Il Financial Times riporta che Israele sta considerando di espellere i rappresentanti britannici e possibilmente anche quelli italiani e tedeschi dal Centro internazionale di sostegno a Gaza (IGSC), la struttura multinazionale guidata dagli Stati Uniti che monitora il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Il quotidiano ricorda che il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha annunciato l'espulsione dei rappresentanti olandesi e che in precedenza erano stati allontanati quelli spagnoli. Fonti citate dal FT indicano che l'ipotesi di nuove esclusioni potrebbe richiedere il via libera del Board of Peace guidato dagli Stati Uniti; un funzionario italiano ha tuttavia minimizzato la probabilità che Roma venga estromessa.
In Cisgiordania la tensione resta alta: il cardinale patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa, intervenendo al Meeting di Rimini, ha detto che la regione è «diventata una terra di nessuno, o meglio, una terra senza legge, dove tutto quello che accade resta ahimè senza nessun argine dal punto di vista della sicurezza e della legalità».
Tre giornalisti dell'agenzia France Presse sono stati aggrediti da coloni israeliani mentre documentavano eventi nella città di Jannatah, vicino a Betlemme; l'agenzia riferisce di almeno cinque feriti. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver aperto un'indagine sull'incidente.
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha detto che Washington non ha ancora deciso di imporre sanzioni secondarie ai Paesi che mantengono rapporti con l'Iran per concedere loro tempo ad adeguarsi alle richieste statunitensi. In conferenza stampa Bessent ha affermato: «Stiamo dando a tutti l'opportunità di aggiustare un cattivo comportamento. Perché vorrei far saltare in aria il sistema finanziario globale?» e ha aggiunto: «Ci muoveremo molto rapidamente e siamo molto seri».