Cresce la tensione tra Mosca e i partner occidentali: minacce, visite segrete e avvertimenti
Tra dichiarazioni di Trump, minacce del Cremlino verso basi britanniche e la missione vaticana a Mosca, la comunità internazionale valuta il rischio di escalation
Monsignor Paul Richard Gallagher, responsabile per i rapporti internazionali della Santa Sede, ha incontrato il clero a Mosca ribadendo il ruolo della Chiesa come promotrice di pace e di dialogo, definendo la costruzione di ponti come rifiuto dell'odio e dell'incomprensione.
Secondo il Washington Post, nuove informazioni dell'intelligence statunitense indicano che il Cremlino giudicherebbe gli Stati Uniti indeboliti dalla guerra con l'Iran, valutazione che potrebbe incoraggiare Mosca a intensificare azioni contro interessi e alleati americani in Europa. Sempre dalla stampa Usa emerge che il direttore della CIA, John Ratcliffe, si è recato in una visita segreta a Mosca per comunicare privatamente la sua preoccupazione e invitare i russi a trovare un accordo prima che la loro situazione militare ed economica si aggravi.
Fonti giornalistiche riferiscono che Ratcliffe ha consegnato il messaggio ad Aleksandr Bortnikov, capo dell'FSB. Testate come il Wall Street Journal e il New York Times riportano che il capo della CIA avrebbe altresì sconsigliato a Vladimir Putin di attaccare Paesi membri della Nato, mentre la Cbs segnala confronti anche sulle tensioni nello Stretto di Hormuz e possibili conseguenze economiche.
Dallo Studio Ovale il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato: "Ho avuto una buona conversazione con Putin. Non attaccherà" il territorio della Nato. Sui rapporti Russia-Iran Trump ha aggiunto che finora, a suo giudizio, i russi si sono comportati "abbastanza bene" rispetto allo Stretto di Hormuz.
Un alto funzionario europeo, citato dalla fonte, ha affermato che i servizi europei non ravvisano al momento un rischio immediato di un attacco russo contro Paesi europei o membri della Nato, sottolineando l'assenza di segnali sul terreno e indicando come predominanti attacchi ibridi e atti di natura diversa che si prevede possano proseguire.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato, secondo Interfax, che la Russia potrebbe colpire qualsiasi struttura militare britannica, "all'interno o all'esterno dell'Ucraina", in rappresaglia agli attacchi ucraini che impiegano armamenti forniti dal Regno Unito.
Sul fronte ucraino, le autorità di Kherson hanno invitato i residenti, in particolare famiglie con bambini e anziani, ad evacuare a causa dell'intensificarsi dei raid aerei russi che potrebbero lasciare la città senza elettricità e riscaldamento. La direzione della centrale nucleare di Zaporizhzhia ha denunciato che il 26 agosto un drone ucraino avrebbe colpito un'area di stoccaggio a secco del combustibile nucleare esausto, senza fornire dettagli su eventuali danni.
Dalle dichiarazioni delle forze russe, riportate dalla Tass, emerge che in alcuni tratti le truppe avrebbero oltrepassato la prima linea difensiva nella zona di Slavyansk-Kramatorsk e proseguono operazioni offensive in vari insediamenti, con combattimenti in aree urbane citate dalle autorità di Mosca.
Il Cremlino ha respinto l'ipotesi di una zona economica di libero scambio nel Donbass amministrata da Washington e ha ribadito che il dispiegamento di contingenti Nato in Ucraina sarebbe per la Russia "inaccettabile", affermando che il Donbass è parte integrante della Federazione russa.
Le diverse ricostruzioni pubblicate da fonti internazionali e le dichiarazioni ufficiali evidenziano un quadro di tensione multilivello tra Mosca e Occidente che coinvolge diplomazia, intelligence e aspetti militari, mentre le istituzioni europee valutano al momento assenti segnali concreti di un attacco diretto alla Nato.