Nepal e Tibet, collasso di un ghiacciaio: oltre 400 morti e quasi 1.500 dispersi
La Farnesina segnala alcuni connazionali tra i dispersi; l'Ue stanziata 1 milione di euro per soccorsi, il CNR segnala rischi ancora incombenti
Le autorità parlano di oltre 400 morti accertati e quasi 1.500 persone disperse tra Nepal e Cina dopo l'improvviso collasso di un ghiacciaio che ha innescato un'imponente inondazione nella regione himalayana.
In un passaggio del resoconto si indica un bilancio di oltre 380 morti e più di 1.400 dispersi. La valle colpita è stata investita da una 'bomba' di fango che ha travolto auto, case, strade e ponti, lasciando villaggi isolati e numerose famiglie in cerca dei propri cari.
Le operazioni di soccorso vedono impiegati oltre 8.300 agenti di polizia nelle aree coinvolte, che hanno già tratto in salvo centinaia di feriti e continuano le ricerche lungo le rive del fiume Bhote Koshi per localizzare i dispersi.
Sul versante tibetano le operazioni sono rese più difficili dalle condizioni meteorologiche avverse e dalla conformazione del territorio: è stato necessario anche l'uso di droni per le attività di ricerca e soccorso.
Secondo fonti della Farnesina, tra i dispersi risultano anche alcuni cittadini italiani. Le autorità italiane e internazionali seguono gli sviluppi della situazione.
L'Unione europea ha stanziato un milione di euro destinato a soccorsi e assistenza sanitaria, alimentare e idrica. Esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) segnalano inoltre rischi ancora incombenti per i sopravvissuti.
Si contano circa 40.000 sfollati e numerosi bambini che necessitano di assistenza umanitaria nelle aree colpite.