Nazionale · 27 Agosto 2026

Rendimenti: la Francia sorpassa l’Italia sui decennali, ma gli esperti invitano alla cautela

Ad agosto i rendimenti OAT superano i BTP di pochi punti base; analisti parlano più di ricollocazione del rischio che di crisi sistemica

Rendimenti: la Francia sorpassa l’Italia sui decennali, ma gli esperti invitano alla cautela

Per gran parte dell’estate 2026 i rendimenti dei titoli di Stato francesi a 10 anni (OAT) hanno superato quelli dei BTP italiani, un fenomeno rilanciato con forza dal Financial Times. Il sorpasso, tuttavia, è avvenuto su differenze molto contenute: ad agosto il rendimento decennale francese è oscillato tra il 3,91% e il 4,01%, mentre il BTP italiano si è mosso tra il 3,895% e il 4,00%, con una distanza reale nell’ordine di 4-5 punti base.

Secondo Bank of America alcuni analisti hanno ipotizzato nel periodo la possibilità di un upgrade per il rating italiano e un downgrade per quello francese. Il cambiamento è stato interpretato come il risultato di percorsi opposti nei conti pubblici: l’Italia mostra un deficit poco sopra il 3%, un avanzo primario positivo e un rapporto debito/PIL sceso dal 154% del 2020 al 139% nel 2026, dati attribuiti alla BCE. La Francia, invece, presenta un deficit superiore al 5% del PIL e un rapporto debito/PIL salito dal 114% al 117% nello stesso arco temporale.

Diversi osservatori, tra cui Barclays, hanno sottolineato come la percezione del rischio si sia spostata momentaneamente verso Parigi, ma più come effetto di una narrazione che non come indicazione di un crollo finanziario. L’European Business Magazine ha richiamato a non leggere il sorpasso come un “miracolo italiano o una crisi finanziaria francese immediata”, bensì come un riassestamento nella gerarchia del rischio sovrano in Europa.

Anche elementi politici contribuiscono alla lettura dei mercati: l’Italia beneficia, secondo la ricostruzione degli analisti, di tre anni di stabilità politica e di una gestione di bilancio valutata credibile. La Francia è descritta alle prese con un governo di minoranza e difficili negoziati sulla legge di bilancio dopo aver cambiato cinque primi ministri in tre anni, con l’ombra delle elezioni presidenziali del 2027.

Il sistema bancario francese viene ritenuto ancora solido e la BCE dispone degli strumenti per intervenire a tutela della stabilità dell’eurozona. Anche grandi investitori come fondi giapponesi, storici acquirenti di debito francese, hanno alleggerito posizioni in modo ordinato, senza fughe drammatiche di capitali. In conclusione, osservatori e autorità vedono il fenomeno più come una riorganizzazione della percezione del rischio che come un’emergenza finanziaria per l’Italia o per la Francia.

Fonte: Raccontiamo Città

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