Nazionale · 10 Agosto 2026

Giorgi: «Non siamo lontani dal punto di non ritorno» per il clima

Il climatologo avverte su riscaldamento senza precedenti, cause antropiche e ondate di calore sempre più frequenti; il Mediterraneo ha registrato temperature record

Giorgi: «Non siamo lontani dal punto di non ritorno» per il clima

Filippo Giorgi, climatologo e per anni responsabile della sezione clima e fisica meteorologica del Centro Internazionale di Fisica Teorica di Miramare, ha lanciato un avvertimento sullo stato del clima. «Non siamo lontani dal punto di non ritorno», ha detto, ricordando che il pianeta si sta riscaldando «a una velocità che non si è mai vista almeno negli ultimi 10 mila anni». La notazione sul premio Nobel fa riferimento all'Intergovernmental Panel on Climate Change, insignito del Nobel per la pace nel 2007 insieme ad Al Gore.

Giorgi ha indicato le cause principali del riscaldamento: «Oggi noi sappiamo che la causa principale di questo riscaldamento sono le emissioni di gas serra da attività umane, principalmente l'uso di combustibili fossili come petrolio, carbone e gas naturale». Ha inoltre sottolineato il ruolo delle azioni individuali: «Essere consapevoli, evitare sprechi. Anche quelli di acqua, nonostante il Friuli Venezia Giulia sia una delle regioni più piovose d'Italia».

Il Mediterraneo è stato citato come area di particolare preoccupazione: «Il Mediterraneo ha raggiunto temperature record quest'anno, diventando una specie di mare tropicale». Secondo Giorgi i biologi temono per la sopravvivenza della fauna marina, mentre i climatologi guardano agli effetti sulla biosfera.

Riguardo agli effetti sul tempo e sugli eventi meteorologici, il climatologo ha spiegato che le alte temperature possono amplificare le perturbazioni: «Queste temperature molto alte diventano delle specie di motori che danno energia alle perturbazioni, è un po' quello che è successo con la tempesta Vaia». Per l'immediato futuro, ha aggiunto, non sono previsti miglioramenti sostanziali: aumenteranno ondate di calore ed eventi estremi. «Purtroppo dovremo imparare a conviverci e a sviluppare forme di adattamento che ci aiutino a gestirle».

Fonte: Raccontiamo Città

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