Nazionale · 27 Agosto 2026

Arrestato a Morciano (Rimini) padre di origine bengalese per maltrattamenti: voleva trasferire la figlia in Bangladesh per un matrimonio combinato

I carabinieri hanno fermato un uomo di 53 anni dopo il tentato suicidio della figlia; inquirenti e servizi sociali hanno ricostruito anni di vessazioni contro moglie e figli.

Arrestato a Morciano (Rimini) padre di origine bengalese per maltrattamenti: voleva trasferire la figlia in Bangladesh per un matrimonio combinato

I carabinieri di Morciano (Rimini) hanno arrestato un uomo di 53 anni, di origine bengalese, con l'accusa di maltrattamenti in famiglia. L'azione è scattata dopo che la figlia, all'epoca quindicenne, lo scorso anno aveva tentato il suicidio ingerendo insetticida e era stata ricoverata d'urgenza in ospedale.

Secondo le denunce raccolte, le vessazioni sarebbero andate avanti per anni e avrebbero riguardato anche la moglie e gli altri figli. Negli ultimi mesi l'uomo, già indagato in passato per analoghi episodi, avrebbe avviato le pratiche per il trasferimento della figlia in Bangladesh con l'obiettivo di un matrimonio combinato. L'uomo risulta titolare di un negozio di kebab stagionale sulla riviera romagnola.

Gli accertamenti hanno ricostruito episodi di violenza iniziati già durante la permanenza della famiglia in Bangladesh fin dalla prima infanzia dei figli. Tra le condotte segnalate, vi sarebbero stati percosse al figlio di quattro anni con il manico di una scopa al petto e un episodio in cui la figlia, all'epoca tredicenne, subì un colpo all'addome che le procurò lesioni interne.

Le denunce riferiscono inoltre di violenze fisiche ripetute, tra cui schiaffi, pugni e la testa sbattuta contro il muro. Violenza esercitata anche quando i figli difendevano la madre e i fratelli, con episodi rivolti anche a un figlio appena maggiorenne affetto da grave disabilità.

A seguito dell'intervento delle forze dell'ordine, il nucleo familiare è stato collocato in una struttura protetta. In un incontro con gli assistenti sociali la moglie e i tre figli hanno raccontato gli abusi e hanno chiesto di non tornare a casa. La madre ha poi riferito ai carabinieri che il tentativo di suicidio della figlia sarebbe stato provocato da un grave episodio verificatosi durante una festa musulmana, quando il padre la avrebbe percossa sbattendole la testa contro il muro perché era stata al parco.

Fonte: Raccontiamo Città

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