Nazionale · 26 Agosto 2026

Il Governo proroga il taglio delle accise sul diesel fino al 5 settembre e introduce un acconto fiscale per i grandi gruppi energetici

Il Consiglio dei Ministri approva in 15 minuti il decreto: sconto di 17 centesimi al litro per il diesel, meccanismo di anticipo fiscale per società con ricavi 2025 oltre 20 miliardi e norma per evitare il blocco operativo dell'ex Ilva

Il Governo proroga il taglio delle accise sul diesel fino al 5 settembre e introduce un acconto fiscale per i grandi gruppi energetici

La riunione del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi si è conclusa dopo circa 15 minuti con l'approvazione del decreto legge per la proroga del taglio delle accise sui carburanti e di un provvedimento urgente a tutela della continuità operativa dell'ex Ilva.

Lo sconto sulle accise riguarda esclusivamente il diesel e sarà confermato fino al 5 settembre. L'agevolazione resta pari a 17 centesimi al litro e la misura è stimata avere un valore di circa 130 milioni di euro. Secondo la ricostruzione della fonte, la decisione del Governo mira a garantire la copertura finanziaria durante la fase critica dei rientri estivi e a contenere l'impatto immediato sui consumatori.

Per il periodo successivo al 5 settembre l'esecutivo segnala l'intenzione di abbandonare progressivamente tagli generalizzati alle accise, ritenuti molto onerosi per le casse dello Stato, a favore di interventi più selettivi. La linea del Governo prevede il monitoraggio delle quotazioni del greggio e misure di sostegno rivolte principalmente alle famiglie a reddito più basso e ai settori colpiti dal caro energia, come il trasporto e la logistica. Resta altresì operativo lo strumento dell'accisa mobile, che può ridurre le accise in caso di picchi del prezzo del petrolio pari al maggiore gettito IVA incassato dallo Stato.

Nel decreto carburanti è previsto inoltre l'introduzione di un meccanismo di acconto fiscale sulle tasse derivanti dai dividendi anticipati, rivolto in modo specifico ai principali gruppi del settore energetico. La disposizione si applica ai gruppi che nel 2025 hanno registrato ricavi superiori ai 20 miliardi di euro. L'importo versato come acconto farà maturare contestualmente in capo all'impresa un credito d'imposta di pari valore.

Secondo quanto riportato dalla fonte, la norma è stata concordata preventivamente con i gruppi interessati e ha la finalità di fornire allo Stato liquidità immediata per coprire il taglio delle accise senza ricorrere a nuovo indebitamento pubblico. L'anticipo non è concepito come una nuova tassa: convertendo l'anticipo in un credito d'imposta, le imprese potranno recuperare la somma scalando le imposte future.

Sul fronte dell'ex Ilva, il Consiglio dei Ministri ha approvato una misura d'urgenza che evita il blocco operativo derivante da contestazioni sulla gestione dei rifiuti industriali e delle discariche. Il provvedimento modifica il decreto legislativo n. 36 del 13 gennaio 2003 introducendo una disposizione che consente, per le società in amministrazione straordinaria che gestiscono impianti di interesse strategico nazionale, di prestare garanzie finanziarie per le discariche con una durata di un solo anno, anche quando l'autorizzazione copre un arco temporale superiore.

La norma è motivata dalla difficoltà riscontrata dalle amministrazioni straordinarie nel reperire fideiussioni di lunga durata sul mercato bancario o assicurativo. Nel testo di accompagnamento si sottolinea che l'intervento intende preservare l'operatività degli impianti e la continuità aziendale nelle more della procedura di vendita dello stabilimento, senza determinare nuovi oneri a carico della finanza pubblica. La misura interviene anche in relazione a una diffida del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica che avrebbe comportato la sospensione delle attività di gestione rifiuti a decorrere dal 20 agosto 2026.

Fonte: Raccontiamo Città

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