Ex Ilva: la ceca CE Industries si aggiunge alla gara, quattro i candidati per Taranto
Oltre a Jindal, Flacks Group e a una cordata italiana, CE Industries entra nella corsa; il ministro Urso segnala la preoccupazione per la chiusura dell'area a caldo entro ottobre e convoca il tavolo istituzionale
CE Industries, con sede a Praga e operativa soprattutto nell'Europa centrale e meridionale, figura tra gli interessati alla procedura per il rilancio dello stabilimento siderurgico di Taranto. Il gruppo è attivo nei settori ferroviario — produzione e riparazione di vagoni merci — nell'energia e nel riciclo di rifiuti e materie prime.
L'ingresso della holding ceca si aggiunge alle altre manifestazioni d'interesse già emerse: Jindal Steel, il gruppo siderurgico indiano; Flacks Group, fondo d'investimento statunitense specializzato in ristrutturazioni industriali; e una maxi cordata di imprese italiane intenzionate a preservare la filiera nazionale dell'acciaio. La procedura competitiva vede quindi confrontarsi questi quattro profili industriali e finanziari.
La presenza di CE Industries è stata resa nota dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto al Meeting di Rimini. Urso ha espresso forte preoccupazione per la decisione della Corte d'Appello di Milano che dispone la chiusura dell'area a caldo entro la fine di ottobre, sottolineando i possibili impatti sociali e produttivi sul territorio di Taranto e la necessità di garantire la continuità operativa attraverso una transizione verso tecnologie a basso impatto ambientale.
Il ministro ha inoltre richiamato il quadro europeo, osservando che le modifiche alle misure di salvaguardia dell'acciaio a livello comunitario hanno permesso la riattivazione di altiforni in altri Stati membri. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato che all'inizio di settembre sarà convocato un Tavolo istituzionale sull'ex Ilva per fare il punto con tutte le parti coinvolte.
Sul fronte sindacale, in occasione della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo ospitati a Taranto, le sigle Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno lanciato una iniziativa di mobilitazione che prevede una vela pubblicitaria posizionata nei pressi dello stadio Erasmo Iacovone e destinata a circolare in vari punti della città, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulla tenuta occupazionale dello stabilimento, che riguarda complessivamente circa 20.000 lavoratori tra diretti e indotto.
Nonostante le criticità dello stabilimento pugliese, il comparto siderurgico nazionale ha segnato a giugno un aumento della produzione del 6,1% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, trend attribuito soprattutto alla componente legata ai forni elettrici e alle tecnologie green.