Ondata di calore persistente: 19 città in bollino rosso e allerta per salute e infrastrutture
Ministero della Salute e Protezione Civile aggiornano i bollettini; esperti stimano un aumento dei decessi e danni all’agricoltura e ai fiumi
Ancora ondata di caldo sul Paese: secondo il bollettino aggiornato del Ministero della Salute, per l'ultimo giorno della settimana gran parte delle 27 città monitorate risulta al livello più alto di allerta per i possibili rischi sulla salute. Oggi e domani sono 19 le città con il bollino rosso. Tra le eccezioni, Bolzano è indicata con bollino arancione, mentre Brescia, Cagliari, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona risultano in giallo.
La Protezione Civile ha inoltre valutato allerta meteo gialla per oggi in diverse zone di Calabria, Abruzzo, Basilicata e Molise per rischio temporali, idraulico e idrogeologico, con previsione di rovesci e temporali localmente intensi. Il caldo africano continuerà a interessare soprattutto il Centro-Sud e le Isole.
Le previsioni per domenica 9 agosto indicano al Nord cielo coperto o molto nuvoloso con fenomeni temporaleschi sui settori alpini e prealpini e un graduale miglioramento serale; al Centro e Sardegna cielo sereno o poco nuvoloso al mattino con aumento della nuvolosità nel pomeriggio e rovesci sulla dorsale appenninica; al Sud e in Sicilia nuvolosità scarsa al mattino e aumento nel pomeriggio con piogge intense sulla Basilicata e deboli su Molise, Campania, Calabria e Sicilia. Le temperature minime sono previste in diminuzione al Centro (salvo alcune coste), in aumento su parte del Nord-Ovest, Sardegna orientale, Basilicata e Salento; le massime presenteranno diminuzioni locali ma permarranno condizioni di ondata di calore con picchi fino a 39°C in aree interne del Centro-Sud tirrenico, Umbria, Puglia, regioni ioniche peninsulari e sulle isole maggiori; al Nord sono previste massime elevate sulle pianure (fino a 35-36°C).
Le indicazioni meteo per la settimana proseguente prevedono: lunedì 10 agosto una generale tendenza a sereno al Nord al mattino con aumento di nubi e rovesci pomeridiani su Alpi e Appennino Emiliano; martedì 11 residui fenomeni convettivi sulle Alpi e poi estensione all'arco alpino e alla dorsale appenninica; mercoledì 12 cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso con addensamenti pomeridiani e locali rovesci; giovedì 13 e venerdì 14 iniziale stabilità con possibili rovesci pomeridiani in alcune aree, in particolare Sicilia.
Sull'impatto sanitario, Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell'Università Statale di Milano, avverte: "Se l'attuale andamento climatico dovesse proseguire fino a dopo Ferragosto - spiega Fabrizio Pregliasco - possiamo ipotizzare un eccesso di mortalità tra il 10 e il 20% superiore rispetto all'estate scorsa". In termini assoluti, secondo Pregliasco, "questo potrebbe tradursi in 1.500-3.000 decessi aggiuntivi in Italia rispetto all'estate 2025, quando si registrarono 4.597 vittime secondo una fonte Ue. Il bilancio complessivo delle ondate di calore potrebbe così raggiungere 5.000-8.000 morti in eccesso". Le temperature elevate aumentano il rischio di scompensi cardiaci e respiratori, con incremento degli accessi ai pronto soccorso e dei ricoveri, soprattutto tra anziani e malati.
Effetti della siccità emergono anche sui corsi d'acqua: al Ponte della Becca, alla confluenza tra Ticino e Po, pescatori segnalano un calo del livello del Ticino di oltre un metro. Un pescatore racconta: "Il fiume si è ritirato di molto. Diciamo che il livello è sceso di almeno un metro e venti. Purtroppo ci sono dei punti dove il fondale è a 30-40 cm, sotto la barca e capita delle volte che si sfrega col motore il terreno, per cui buona parte del traffico fluviale di appassionati si è fermato". Sul punto ha aggiunto: "Questa spiaggia ogni anno cambia la sua silhouette, mezzo metro in più, un metro in più. Sotto il ponte c'è una buca d'acqua di 4 metri mediamente, ma ora si arriva a 2 metri, l'acqua sta finendo totalmente".
Danni alle colture sono già rilevati in Trentino: Confagricoltura Trento segnala che "le elevate temperature ma soprattutto il prolungato periodo di siccità stanno creando un danno enorme per la produzione delle mele. Le prime stime indicate dai produttori parlano di una possibile perdita quantitativa compresa tra il 20 e il 30 per cento a causa del calibro ridotto delle mele. Senza contare che potrebbe aggiungersi un altro 10-20 per cento di scarto qualitativo. Tra i problemi segnalati ci sono le scottature provocate dal sole e la difficoltà dei frutti a raggiungere la colorazione richiesta dal mercato". Cristian Endrizzi, presidente dei produttori singoli di Aflovit e vicepresidente di Confagricoltura del Trentino, ha sottolineato che con l'inizio della raccolta della Gala "quello che fino a pochi giorni fa era soprattutto un timore sta diventando un problema concretamente misurabile nei frutteti".
La combinazione di ondate di calore, temporali localizzati e siccità mantiene la situazione sotto osservazione per le prossime settimane, con impatti previsti sulla salute pubblica, sulle attività agricole e su alcuni livelli idrici interni.