Bracciante pachistano trovato morto nel bagagliaio: l'autopsia indica pestaggio e coltellate
Il 32enne Sadam Houssain era scomparso il 4 agosto; il corpo è stato rinvenuto il 22 agosto vicino a Borgo Mezzanone. I carabinieri indagano, tra le piste anche il caporalato.
L'autopsia sul corpo di Sadam Houssain, 32 anni, è stata effettuata il 25 agosto nell’Istituto di medicina legale del Policlinico di Foggia dal professor Luigi Cipolloni e ha avuto una durata di circa quattro ore. Nonostante il cadavere fosse in avanzato stato di decomposizione, l’esame ha indicato che il giovane sarebbe stato pestato e ferito con coltellate; è stato inoltre escluso l’uso di armi da fuoco. I risultati degli esami istologici sono attesi in circa un mese.
Il corpo di Houssain era stato rinvenuto il 22 agosto nel bagagliaio della sua autovettura, a pochi chilometri da Borgo Mezzanone, a circa dieci chilometri da Foggia, dopo che era stato denunciato scomparso il 4 agosto dal fratello. L’allarme sarebbe stato dato da alcuni cittadini stranieri che hanno notato l’auto e avvisato i carabinieri, che hanno avviato le indagini.
Tra le piste investigative seguite dai militari figura anche quella del caporalato. Un amico connazionale ha riferito che Sadam era solito accompagnare con la sua auto alcuni migranti residenti nel ghetto verso le campagne del Tavoliere, attività che gli investigatori ritengono potrebbe essere collegata al delitto.
Il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, ha ricordato la vicenda sottolineando che Sadam era uno dei braccianti impiegati nelle campagne locali e che era arrivato in Italia «inseguendo un sogno». Il primo cittadino ha riferito che il giovane aveva un permesso di soggiorno per protezione speciale, che aveva vissuto nella baraccopoli e che aveva accettato condizioni di lavoro e vita difficili per poter restituire i soldi raccolti dai familiari per il viaggio.