Oltre 50 Paesi all'Onu chiedono alla Russia un cessate il fuoco incondizionato
La dichiarazione è stata letta il 24 agosto 2026 dal presidente del Consiglio di Sicurezza Onu, il ministro danese Lars Lokke Rasmussen, nel giorno del 35° anniversario dell’indipendenza ucraina
Il 24 agosto 2026, prima dell’apertura della seduta del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla guerra tra Mosca e Kiev, oltre 50 Paesi e la delegazione dell’Unione Europea hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui esortano la Russia ad accettare un cessate il fuoco totale, immediato e incondizionato in Ucraina. La dichiarazione è stata letta dal ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, che presiede il Consiglio di Sicurezza.
Nel testo i firmatari condannano l’invasione su vasta scala da parte della Russia e ribadiscono il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale. Si sottolinea inoltre che l’invasione costituisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite e dei principi del diritto internazionale, minando l’ordine internazionale fondato sulle regole.
La dichiarazione osserva un aumento drastico delle vittime civili con l’intensificarsi degli attacchi russi. Cita i dati dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR), secondo cui il mese scorso è stato registrato il numero più alto di civili uccisi e feriti in un solo mese dal marzo 2022, con almeno 437 persone uccise. I firmatari riportano inoltre che, dall’inizio dell’invasione su vasta scala, sono stati uccisi o feriti almeno 68.000 civili ucraini, tra cui quasi 4.000 bambini.
Il gruppo chiede l’immediato scambio di prigionieri di guerra, il rilascio di tutte le persone detenute illegalmente e il ritorno in sicurezza dei civili trasferiti con la forza o deportati illegalmente, inclusi migliaia di bambini ucraini. Viene anche richiamata la necessità di assicurare la responsabilità per i crimini commessi in violazione del diritto internazionale.
La dichiarazione mette in guardia contro il rischio di escalation legato a incidenti con droni e violazioni dello spazio aereo che hanno colpito anche partner europei, e segnala gli attacchi russi alle spedizioni di cereali nel Mar Nero e alle infrastrutture portuali ucraine, con ripercussioni sulla sicurezza alimentare globale.
Il testo è stato presentato a nome di Albania, Andorra, Australia, Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Canada, Costa Rica, Croazia, Cipro, Cechia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Honduras, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Giappone, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Macedonia del Nord, Norvegia, Panama, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Repubblica di Moldavia, Romania, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina, Regno Unito e la delegazione dell’Unione europea.
I firmatari esortano con forza la Russia ad accettare il cessate il fuoco richiesto dall’Ucraina e dalla comunità internazionale e a riprendere colloqui per una pace globale, giusta e duratura in conformità con il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite, ribadendo il loro impegno a favore della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina.