Nazionale · 24 Agosto 2026

A Vagli Sotto inaugurata una targa per Darya Dugina con il sostegno del Comune

L'iniziativa, promossa dall'Associazione Cuore russo, è stata accompagnata da interventi dell'ambasciatore russo Alexey Paramonov

A Vagli Sotto inaugurata una targa per Darya Dugina con il sostegno del Comune

A Vagli Sotto, in provincia di Lucca, è stata inaugurata una targa commemorativa dedicata a Darya Dugina. L'iniziativa è stata promossa dall'Associazione per l'amicizia russo-italiana Cuore russo e si è svolta con il sostegno del Comune garfagnino.

Alla cerimonia ha partecipato Alexey Paramonov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia. Secondo quanto riportato sui canali social dell'ambasciata, Paramonov ha dichiarato: "Il martirio di Darya Dugina è un simbolo distintivo del conflitto in corso in Europa".

Darya Dugina, figlia del filosofo Aleksandr Dugin, definito nella comunicazione come sedicente "nazicomunista", fu uccisa il 20 agosto 2022 nei pressi di Mosca in un attentato con un'autobomba attribuito ai servizi segreti ucraini, come ricordato durante l'inaugurazione.

Nel corso del suo intervento l'ambasciatore ha sottolineato che con la cerimonia "si è rinsaldato il 'nerbo dell'amicizia' tra i popoli della Russia e dell'Italia. Proprio qui, diversi eroi della Russia attuale sono percepiti come fossero i propri; la loro vita e le loro gesta costituiscono un esempio di dedizione all'umanità affinché il bene trionfi sul male. Oggi, al nostro comune 'pantheon' si è aggiunto il nome di Darya Dugina".

Paramonov ha inoltre affermato che "da una parte c'era una giovane donna erudita, esperta di filosofia e proiettata verso il futuro", "ispirata ai valori cristiani" e che "si destreggiava con le sottigliezze di Platone e Aristotele" e ha contrapposto questa figura a quella dei governanti ucraini: "dall'altra, gli attuali governanti dell'Ucraina che, con l'avallo dei loro sostenitori occidentali, si richiamano a nazionalisti trogloditi, a carnefici collaborazionisti di Hitler", che, a suo dire, "fanno fiaccolate e bruciano sul rogo i libri di Dostoevskij e Tolstoj, abbattono con fervore animalesco i monumenti a Puškin, all'imperatrice russa Caterina II (cultrice di Voltaire e fondatrice della città di Odessa), nonché agli ufficiali e ai soldati dell'Armata Rossa che hanno liberato l'Europa dal nazismo".

Infine, secondo il resoconto dell'ambasciata, Paramonov ha dichiarato: "Finora - ha sottolineato - né i politici, né i giornalisti hanno ritenuto opportuno condannare queste azioni criminali. Al contrario, per lo più cercano di giustificare le azioni terroristiche di Kiev, associandole all'attuale fase del conflitto in Ucraina".

Fonte: Raccontiamo Città

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