Nazionale · 23 Agosto 2026

La famiglia di Tania Terrin chiede accesso agli atti del “codice rosso” dopo il femminicidio di Ferragosto

I legali chiedono di consultare il fascicolo o di entrare nell'abitazione sequestrata per recuperare le denunce; dagli esami preliminari non emergono graffi difensivi, si attendono analisi tossicologiche e l'autopsia sul presunto assassino

La famiglia di Tania Terrin chiede accesso agli atti del “codice rosso” dopo il femminicidio di Ferragosto

La famiglia di Tania Terrin, la 39enne trovata morta la sera di Ferragosto nella sua casa a Camponogara (provincia di Venezia), ha chiesto tramite l’avvocato Massimo Pavan di poter consultare il fascicolo aperto per “codice rosso” a carico dell’ex compagno, il 43enne Dino Keber, indagato per omicidio. In alternativa, la difesa ha richiesto di poter accedere all’abitazione della vittima, attualmente sotto sequestro, per recuperare la copia delle denunce presentate da Terrin contro Keber. La richiesta è finalizzata a verificare se nei fascicoli fossero presenti elementi che avrebbero potuto prevenire il delitto e, eventualmente, a valutare un’azione di rivalsa per il risarcimento dei familiari.

Secondo quanto riportano il Gazzettino e il Corriere del Veneto, l’autopsia sul corpo di Terrin, eseguita venerdì, non ha evidenziato graffi sugli avambracci, lividi ai polsi né versamenti di sangue tipici di una lotta difensiva. L’avvocato Pavan ha dichiarato che l’assenza di segni compatibili con la difesa può spiegarsi o con la rapidità dell’aggressione o con l’eventuale presenza di sostanze che avrebbero inibito le reazioni della vittima. Per chiarire questo aspetto sono in corso gli esami su due bicchieri rinvenuti nell’abitazione della donna. L’esito completo dell’autopsia è destinato al pm Stefano Strino entro circa un mese.

È prevista inoltre l’esecuzione dell’autopsia sul corpo di Keber, affidata al medico legale Claudio Terranova, per accertare se sul suo corpo vi fossero segni riconducibili a una resistenza della vittima. Nel frattempo l’avvocato Pavan ha presentato richiesta di nullaosta per celebrare i funerali di Terrin.

La madre della vittima, Marinella Forner, ha raccontato al Corriere del Veneto che Keber da tempo si mostrava con una corda e un cappio e che, dopo ogni separazione, tornava con atteggiamenti di controllo e minacce di suicidio. Forner ha riferito di episodi di aggressione fisica, tra cui un pugno al volto e un tentativo di strangolamento che avrebbe fatto perdere i sensi a Tania. La donna ha dichiarato che, complessivamente, i familiari avevano sporto denunce contro Keber “sette o otto volte”: tre denunce da parte della madre, tre da parte della vittima ai Carabinieri e altre segnalazioni da parte del padre.

Dagli atti d’indagine della procura di Venezia emerge che, dopo un episodio in cui Keber avrebbe accompagnato Terrin al pronto soccorso, la Questura avrebbe disposto nei suoi confronti un ammonimento, misura che non è risultata sufficiente a evitare il successivo femminicidio-suicidio. Secondo i documenti esaminati dagli inquirenti, i rapporti tra i due duravano circa due anni con frequenti litigi; alcuni testimoni hanno dichiarato di non aver assistito a violenze fisiche, mentre la madre della vittima descrive episodi di aggressione.

Le indagini dei carabinieri della stazione di Camponogara e del reparto investigativo sono in corso per ricostruire le ultime ore di vita di entrambi: si stanno verificando orari, spostamenti e percorsi compiuti da Keber e il contesto in cui sarebbe maturato il delitto. Secondo gli accertamenti preliminari, Terrin sarebbe stata soffocata nella sua abitazione; dopo il delitto Keber sarebbe rientrato a Dolo e si sarebbe tolto la vita impiccandosi. Gli investigatori mantengono riserbo sulla dinamica completa degli eventi e sulle tempistiche precise, che saranno chiarite dall’attività giudiziaria in corso.

Dagli atti risulta altresì che Keber fosse seguito dai servizi sanitari per un passato di dipendenze e per una forma di diabete. Le verifiche in corso dovranno stabilire in che modo i precedenti episodi e le misure adottate nei suoi confronti possano essere collegati al tragico epilogo.

Fonte: Raccontiamo Città

Torna alle notizie nazionali