Il Papa: servono una 'conversione etica' e il rifiuto dell'idolatria del profitto
Nel suo intervento del 22 agosto 2026 il Pontefice invita a liberare società, cultura e istruzione dai poteri ingiusti e dalle ideologie dannose
Nel suo intervento del 22 agosto 2026 il Pontefice ha lanciato un forte richiamo sociale contro le disuguaglianze e contro ciò che ha definito l'idolatria del profitto.
Ha chiesto di liberare la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza e l'istruzione dalle ideologie, indicando queste come condizioni necessarie per avviare una vera conversione etica.
Il Pontefice ha condannato le dinamiche speculative che subordinano la finanza a interessi distruttivi e ha denunciato disuguaglianze, disastri ambientali e uno sviluppo tecnologico potenzialmente dannoso, sottolineando la necessità di smascherare strutture di potere ingiuste.
Per cambiare rotta ha richiamato il ruolo di pionieri coraggiosi capaci di promuovere una conversione etica collettiva: secondo il Pontefice, solo tramite impegno condiviso e una profonda revisione delle scelte sarà possibile costruire un futuro più giusto, sostenibile e solidale per l'umanità.