Scuse dal carcere di Fabio Savi, i parenti delle vittime le respingono
L'associazione dei familiari parla di mossa «strumentale», il presidente Alberto Capolungo contesta versioni contrapposte dei fratelli Savi
Fabio Savi ha chiesto scusa dal carcere con una lettera rivolta alle vittime della banda criminale che operò tra il 1987 e il 1994 nelle regioni di Bologna, Emilia Romagna e Marche.
L'associazione che riunisce i parenti delle persone uccise ha definito la mossa «strumentale» per ottenere benefici, e i familiari hanno respinto la missiva.
Il presidente dei familiari delle vittime, Alberto Capolungo, ha rigettato le scuse e ha dichiarato: “Intollerabile che i due fratelli Savi, a distanza di così tanti anni, diano due versioni diametralmente opposte” delle stragi commesse tra il 1987 e il 1994.
Le azioni della banda provocarono 24 morti e oltre cento feriti in decine di rapine, secondo i dati riportati dalla fonte.