Banda della Uno bianca: Fabio Savi invia una lettera ai familiari, i parenti parlano di 'mossa strumentale'
Savi, detenuto a Bollate e condannato all'ergastolo, esprime rimorso; il presidente dei familiari delle vittime Alberto Capolungo respinge la lettera come strumentale
Nuovo sviluppo nella vicenda della banda della Uno bianca: Fabio Savi, uno dei membri del gruppo criminale ritenuto responsabile di 24 morti e oltre 100 feriti, ha inviato una lettera ai familiari delle vittime scritta dal carcere.
Nella missiva Savi si riferisce anche a un'intervista televisiva rilasciata "nei mesi scorsi" e scrive: "Con molta difficoltà mi rivolgo a voi dopo aver testimoniato il mio tormento davanti a milioni di persone". Prosegue esprimendo il pentimento: "Spero che possa essere il primo passo per dimostrare, in primis a voi, il mio tormento per avervi causato un dolore così profondo, ed esprimo tutto il mio rimorso".
La lettera ha suscitato reazioni dure da parte dei familiari delle vittime. Alberto Capolungo, presidente dei familiari, ha commentato che il testo ha provocato "ulteriore sofferenza e indignazione" e ha definito la comunicazione "solo una mossa strumentale per ottenere benefici", aggiungendo: "Nella lettera non c'è nessuna novità, se ha qualcosa di nuovo da dire sa a chi rivolgersi".
Il 66enne Savi sta scontando la pena dell'ergastolo nel penitenziario di Bollate. Un mese fa era stata respinta una sua richiesta di permessi premio.