I meteorologi avvertono: in arrivo un possibile "Super El Niño" con effetti anche sull'Europa
Le previsioni indicano un rafforzamento del fenomeno nel corso dell'anno, con picchi termici che potrebbero superare i +2,5 °C verso la fine dell'inverno 2027
El Niño è tornato sotto l'attenzione dei meteorologi: si tratta di un fenomeno che nasce nell'Oceano Pacifico ma che produce effetti climatici a macchia di leopardo in diverse aree del pianeta, causando in alcuni casi piogge torrenziali e in altri calore e siccità.
Gli scienziati ricordano che El Niño si manifesta con una variazione della temperatura delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centro-orientale; l'inizio viene dichiarato quando la temperatura supera di 0,5 °C la media normale. Quando l'aumento supera i 2 °C si parla di Super El Niño. Eventi molto intensi del passato si sono verificati nel 1877-1878, 1982-1983, 1997-1998, 2014-2016 e 2023-2024.
Secondo le analisi citate, il fenomeno si rafforzerà più avanti nell'anno e le previsioni attuali suggeriscono che si potrebbero superare i +2,5 °C tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera del 2027. «Le previsioni correnti indicano che potrebbe essere uno degli eventi più forti a nostra memoria», afferma Christopher Callahan, della Indiana University.
Un Super El Niño tende inoltre ad aumentare la temperatura globale, perché l'acqua più calda cede maggior calore all'atmosfera. Il potente evento del 2023-24 «ha avuto un ruolo nelle temperature globali record del 2024», ha detto Celeste Saulo, segretario generale dell'Organizzazione meteorologica mondiale. Sommandosi agli effetti della crisi climatica, un Super El Niño potrebbe contribuire ad un'ulteriore impennata delle temperature — fino a circa 0,2 °C secondo le valutazioni riportate — e rendere il 2027 potenzialmente il più caldo mai registrato.
Oltre all'incremento termico, il fenomeno può amplificare il rischio di inondazioni e precipitazioni estreme in alcune regioni: ad esempio può aumentare il rischio di inondazioni in parti delle Americhe o in Asia. Nel 1998, durante un evento molto intenso, in Cina si verificarono inondazioni devastanti che riguardarono circa 220 milioni di persone. Vi è inoltre la possibilità di effetti sui cicloni tropicali.
Per quanto riguarda l'Europa, uno dei fattori che condiziona il tempo è l'Oscillazione Nord Atlantica (NAO), basata sulla differenza di pressione tra Islanda e Azzorre. Sebbene possa sembrare un fenomeno distante, «ne sentiamo gli effetti», osserva l'articolo, indicando come le alterazioni climatiche su scala globale possano avere ricadute anche sul clima europeo.