Nazionale · 22 Agosto 2026

Palermo: cuginetto della bimba deceduta risulta positivo alla difterite

L'ospedale Civico conferma la positività e tiene il bambino in isolamento; la Procura ha aperto un'inchiesta e le autorità sanitarie richiamano il ruolo delle vaccinazioni.

Palermo: cuginetto della bimba deceduta risulta positivo alla difterite

Il cuginetto della bimba deceduta e ricoverato all'ospedale dei Bambini è risultato positivo alla difterite, ha comunicato Domenico Cipolla, direttore sanitario dell'azienda ospedaliera Arnas Civico. "Sta migliorando clinicamente - dice il direttore sanitario -Abbiamo dosato anche le immunoglobuline antidifteriche che sono presenti a buon titolo e protettive, lo teniamo in osservazione e isolamento e controlliamo ogni funzionalità clinica".

La piccola era arrivata al nosocomio una settimana fa dopo aver accusato febbre, vomito e scarso appetito: dagli esami erano emersi sospetti di difterite, non evidenziati però nella diagnosi. Tornata a casa, la bambina ha continuato a manifestare i medesimi sintomi e si è reso necessario un secondo ricovero, in conseguenza del quale è stata trasportata nel reparto di terapia intensiva: in questo frangente sarebbe stata accertata la presenza della difterite. Dopo il decesso, avvenuto ieri, si è subito mossa la Procura di Palermo aprendo un'inchiesta, con l'obiettivo di accertare eventuali responsabilità.

Secondo quanto riferito, la piccola non era stata vaccinata subito dopo la nascita per volontà dei genitori. Vaccino obbligatorio in Italia. Da quanto hanno detto ai medici erano convinti che l’autismo di un loro cugino fosse dipeso dal vaccino trivalente. All'ospedale dei Bambini è ricoverato anche il cuginetto di 4 anni della bimba morta: ha gli stessi sintomi della cugina ma non è in gravi condizioni. Il cugino della vittima avrebbe fatto i primi tre cicli di vaccinazioni. La bimba ha altri tre fratelli, che l'Asp di concerto con l'ospedale Civico ha ora vaccinato.

"Abbiamo fatto di tutto per salvare la bambina dal momento in cui l’abbiamo presa in carico. Purtroppo non c’è stato l’esito sperato. Da anni non si registravano casi del genere. Attendiamo l’esito dell’istituto superiore di sanità, ma dalle analisi effettuate la causa della morte sembra essere dovuto a difterite. Un’infezione gravissima che può essere letale", ha dichiarato ancora il direttore sanitario Domenico Cipolla.

Sull'episodio è intervenuto anche Marcello Caruso, assessore regionale alla Salute: "Genitori, vaccinate senza indugio i vostri figli per proteggerli da malattie che grazie alle campagne vaccinali sono state debellate". Caruso ha aggiunto di condividere con l'Asp azioni periodiche per spingere i genitori a vaccinare i loro figli e di proseguire con iniziative per promuovere nuove campagne vaccinali.

Francesco Vaia, già direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute e direttore generale dello Spallanzani, ha commentato: "La morte della piccola di quattro anni di Palermo è una tragedia che ci colpisce profondamente. Come medici, come genitori, come nonni. Prima di ogni altra considerazione viene il rispetto per una bambina che non c'è più e per una famiglia che sta vivendo un dolore indicibile. Non è questo certamente il momento di puntare il dito contro i genitori". "Saranno gli accertamenti sanitari e le indagini in corso a chiarire definitivamente quanto accaduto - prosegue Vaia - ma ciò che starebbe emergendo a livello mediatico impone una riflessione seria sul valore delle vaccinazioni e sul danno prodotto da anni di disinformazione. I vaccini hanno salvato milioni di vite e hanno reso rare malattie che per generazioni hanno ucciso o lasciato gravemente disabili soprattutto i bambini. Non possono e non devono diventare una bandiera ideologica o strumento politico. Il vaccino, e soprattutto il suo uso corretto, resta uno degli strumenti più efficaci della sanità pubblica".

Vaia ha inoltre stigmatizzato chi "utilizza i social per diffondere ed alimentare paura e dubbi oscurantistici sui vaccini, senza alcuna evidenza scientifica consolidata. Chi lo fa si assume una responsabilità morale e sociale enorme, soprattutto se appartiene alla classe medica e sanitaria. La disinformazione sanitaria non è neutra nè innocua: può tradursi nella rinuncia a una vaccinazione, nella conseguente perdita della protezione individuale e collettiva e, nei casi più drammatici, può contribuire a creare le condizioni perchè malattie prevenibili tornino a fare vittime".

Fonte: Raccontiamo Città

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