Ue e Paesi arabi condannano il progetto E1: anche l'Italia tra i promotori dell'appello
Von der Leyen definisce "inaccettabile" la pubblicazione dei bandi; la Turchia emette un mandato d'arresto per Netanyahu per la Flotilla; Palazzo Chigi conferma l'impegno italiano per il Libano.
La Commissione europea ha definito "inaccettabile" la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di costruzione per il progetto di insediamento E1 in Cisgiordania. La presidente Ursula von der Leyen, riprendendo il comunicato congiunto dei Paesi firmatari, ha scritto che la mossa mina la soluzione a due Stati e spezza la continuità territoriale dei Territori palestinesi occupati.
Francia, Germania, Italia e Regno Unito erano i promotori iniziali dell'appello rivolto alle imprese perché non partecipino ai bandi; ad esso si sono poi unite altre capitali europee e Paesi terzi. Nella giornata successiva il comunicato è stato rilanciato anche da Australia, Austria, Belgio, Grecia, Nuova Zelanda, Spagna e Svezia.
Insieme alla Commissione, i leader di Germania, Francia, Italia, Canada, Regno Unito, Paesi Bassi e Norvegia hanno condannato l'apertura delle nuove gare per il progetto E1, mentre il ministero degli Esteri spagnolo ha sollecitato Israele a revocare la decisione, segnalando che le gare riguardano la costruzione di oltre 1.200 abitazioni nell'area di Mevaseret Adumim (E1).
Un gruppo di ministri degli Esteri di Paesi del Medio Oriente e dell'area islamica ha denunciato il progetto E1 come una "pericolosa escalation" che metterebbe a rischio la continuità territoriale dei territori palestinesi e la fattibilità di uno Stato palestinese basato sui confini del 1967 con Gerusalemme Est come capitale.
Anche gli Stati Uniti hanno espresso critiche, pur senza citare esplicitamente il progetto E1: un portavoce del Dipartimento di Stato, riferendosi alle posizioni della Presidenza, ha affermato che "gli Stati Uniti non sostengono l'annessione della Cisgiordania da parte di Israele" e che una Cisgiordania stabile è in linea con gli obiettivi di pace perseguiti dall'amministrazione americana.
La decisione israeliana sui bandi arriva in un contesto di crescenti tensioni regionali e critiche internazionali per la violenza dei coloni in Cisgiordania. Fonti israeliane riportano preoccupazioni delle forze di difesa sul rischio di una escalation violenta se gli episodi di violenza e la diffusione di avamposti proseguiranno.
Sul fronte diplomatico, la Turchia ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nell'ambito dell'indagine sul caso della Flotilla per Gaza. Le autorità turche imputano a Netanyahu accuse che comprendono crimini contro l'umanità, genocidio, privazione aggravata della libertà personale, tortura e altri reati, secondo quanto reso noto dal ministro della Giustizia turco.
L'ufficio del primo ministro israeliano ha risposto duramente alla Turchia, pubblicando una nota in cui Netanyahu definisce Recep Tayyip Erdogan "un dittatore antisemita" e muove altre accuse contro la Turchia, affermando che "Israele non lo tollererà".
Palazzo Chigi rende noto che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato a Taranto il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun, a margine della cerimonia di inaugurazione dei XX Giochi del Mediterraneo. Nel colloquio sono stati discussi la situazione in Libano, l'andamento dei negoziati con Israele e gli scenari connessi al graduale ritiro di Unifil previsto per il 2027. Meloni ha ribadito il sostegno dell'Italia alla sovranità e integrità territoriale del Libano e la disponibilità italiana a ospitare ulteriori sessioni negoziali tra le due nazioni.
Il comunicato congiunto e le reazioni internazionali segnalano una forte mobilitazione diplomatica attorno alla questione E1, con impatti sulle relazioni bilaterali e sugli sforzi per la soluzione dei due Stati.