Nazionale · 07 Agosto 2026

Mare Mediterraneo sempre più caldo: nuove specie tropicali e danni segnalati alla pesca

Temperature oltre i 30°C nel Sud e diffusione di specie come il pesce coniglio e il granchio blu, avverte il prof. Gianluca Sarà dell'Università di Palermo

Mare Mediterraneo sempre più caldo: nuove specie tropicali e danni segnalati alla pesca

Nel territorio meridionale del Paese l'acqua del mare ha raggiunto in questi giorni temperature che superano i 30°C, livelli paragonati al Golfo del Messico o al Mar Rosso. Il Mediterraneo si sta riscaldando e questo ha effetti sulla biodiversità marina, come spiegato dal professor Gianluca Sarà dell'Università di Palermo.

"Nel mare più caldo gli organismi che possono si spostano, gli altri rischiano di soccombere. Gli organismi sessili, ossia quelli fissi sul fondo, subiscono direttamente la temperatura. Se la temperatura dovesse subire ulteriori incrementi, a questo punto gli organismi vanno incontro a sofferenza e, se si mantengono una certa temperatura per qualche giorno (generalmente noi stimiamo circa 5 giorni consecutivi), a quel punto gli organismi muoiono", afferma Sarà.

Le alte temperature favoriscono inoltre la diffusione nei nostri mari di specie tropicali. Tra gli esempi citati ci sono il pesce coniglio e il granchio blu, in particolare quello di origine indo-pacifica, il Portunus. Questi ingressi mettono ulteriormente a rischio la biodiversità locale.

"L'esempio del granchio blu è il più facile, il più semplice. Non ha nemici naturali, perché è un granchio molto grosso, e di conseguenza trova campo libero. Siccome sono specie spesso onnivore – quindi mangiano sostanzialmente tutto, indiscriminatamente – come conseguenza hanno un effetto, un impatto sulla biodiversità locale molto, molto importante", spiega il professore.

I pescatori stanno già sperimentando gli effetti di questi cambiamenti: "Questi organismi chiaramente incidono e mangiano tutta una serie di organismi, e quindi vi è una riduzione della densità delle specie pescabili", riporta la fonte.

Fonte: Raccontiamo Città

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