Dieci anni dal terremoto di Amatrice: le immagini satellitari e lo stato della ricostruzione
I rilievi spaziali hanno misurato deformazioni del suolo; a dieci anni dal sisma la ricostruzione non è ancora completa
Era l’1:36 del 24 agosto 2016 quando una scossa di magnitudo 6.0 colpì l’Appennino centrale. Il terremoto provocò 299 morti: 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata del Tronto e 11 ad Accumoli; i feriti risultarono 388.
Quel sisma fu l’inizio di una lunga sequenza che interessò Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il 26 e il 30 ottobre 2016 si registrarono nuove forti scosse: quella del 30 ottobre, con epicentro nell’area di Norcia, raggiunse la magnitudo 6.5.
Nelle ore successive alla scossa di agosto, i ricercatori del Cnr-Irea elaborarono immagini radar prese prima e dopo l’evento, rilevando un abbassamento del terreno fino a circa 20 centimetri nell’area di Accumoli. Negli anni successivi l’evoluzione delle tecniche e la maggiore disponibilità di dati satellitari hanno reso possibile il passaggio da analisi puntuali a sistemi permanenti di monitoraggio, impiegati anche per aree vulcaniche come i Campi Flegrei e per fenomeni di subsidenza e dissesto idrogeologico.
A dieci anni dal sisma la ricostruzione è ancora in corso. Secondo i dati del Commissario straordinario, aggiornati al 28 maggio 2026, ad Amatrice sono stati censiti 4.333 edifici danneggiati dal sisma, di cui 1.628 risultano recuperati. Sul territorio comunale risultano attivati 828 interventi di riparazione e ricostruzione, con 348 cantieri completati, e circa il 72% degli edifici danneggiati è inserito nel percorso di ricostruzione.
Secondo i dati raccolti da Reuters, è stato ripristinato il 38% degli immobili danneggiati. Il ritmo dei lavori è aumentato nell’ultimo anno, ma nel centro storico molte delle strutture distrutte nel 2016 non sono ancora state ricostruite.