Atletica italiana in testa a Birmingham: le riflessioni di Claudio Mazzaufo
Il successo nel medagliere come frutto di un lavoro collettivo e dell'apporto della 'GenZ', con lo sguardo già rivolto a Los Angeles 2028
Il primo posto dell'Italia nel medagliere degli Europei di Birmingham, ottenuto davanti alla squadra ospitante, viene letto come la conferma di un movimento che sta raccogliendo i frutti di un impegno prolungato. Il traguardo è stato raccontato anche come la somma di sacrifici e di capacità di superare infortuni, con storie come quella di “ Gimbo” Tamberi a ricordare che “nulla è impossibile”.
Secondo chi osserva il panorama azzurro, la spinta fondamentale arriva dai giovani che frequentano le piste in tutta Italia. La cosiddetta GenZ viene indicata come una componente centrale non solo dell'atletica, ma anche di altri sport come il nuoto, il tennis, il motociclismo e la Formula Uno. Si segnala inoltre la vicinanza tra atleti di discipline diverse: di questi giorni sono i messaggi di Jannik Sinner a Sara Curtis e Larissa Iapichino, messaggi poi rilanciati dalle interessate.
A commentare il momento è Claudio Mazzaufo, collaboratore della direzione tecnica della FIDAL ed ex responsabile del settore salti dal 2017 al 2024. Sulla capacità di dialogo e condivisione tra i giovani atleti Mazzaufo osserva: “parlano la stessa lingua, si comprendono nel bene e, soprattutto, nel male. Solo loro sanno cosa si prova nella delusione sportiva, amplificata all'ennesima potenza dal loro essere i numeri uno e perché ognuno vorrebbe essere l'altro negli inversi sport”.
La spedizione italiana a Birmingham è stata composta da circa 200 persone, tra cui 130 atleti oltre a tecnici, dirigenti e allenatori; presente anche il Presidente, definito come il primo tifoso. Gli Europei hanno avuto un forte impatto sull'audience televisiva: la manifestazione è stata il programma più visto della prima serata per quattro delle sette serate. Ora, conclude il racconto, lo sguardo è rivolto alle Olimpiadi di Los Angeles 2028.