Nazionale · 20 Agosto 2026

Mps contro l’Ops di Intesa: doppia offerta su Bpm e Banca Generali per un polo da circa 70 miliardi

Il cda di Montepaschi ha approvato il piano del ceo Luigi Lovaglio: offerte di scambio in azioni su Banco Bpm e Banca Generali, con possibile accordo su sportelli Bper con Unipol

Mps contro l’Ops di Intesa: doppia offerta su Bpm e Banca Generali per un polo da circa 70 miliardi

Dopo oltre sette ore di riunione il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi ha approvato il piano presentato dal ceo Luigi Lovaglio, che prevede due distinte offerte pubbliche di scambio: una su Banco Bpm e l’altra su Banca Generali. Il voto del cda, secondo la fonte, sarebbe stato favorevole con nove sì su tredici, mentre quattro consiglieri si sono astenuti.

Le offerte, entrambe da pagare con azioni di Mps, si inseriscono nella strategia per evitare di cedere alla maxi-ops lanciata da Intesa Sanpaolo da oltre 30,6 miliardi. In caso di successo delle operazioni e di un accordo a valle con Unipol per gli sportelli di Bper, nascerebbe un gruppo con una capitalizzazione intorno ai 70 miliardi e una rete di oltre 2.600 filiali, sommando i circa 1.400 sportelli di Banco Bpm e gli oltre 1.200 di Monte dei Paschi, rendendolo il secondo per presenza territoriale in Italia.

L’operazione su Banca Generali andrebbe a integrare le attività di gestione e distribuzione del risparmio, rafforzando un polo in questo segmento e affiancandosi alle attività di Mediobanca. Il piano contempla anche la possibilità di una maxi cedola per gli azionisti di Mps, pensata per favorire l’accoglienza dell’offerta da parte della base sociale dell’istituto.

Il progetto dovrà però confrontarsi con ostacoli significativi. Crédit Agricole detiene il 29,3% di Banco Bpm e nelle scorse settimane aveva espresso preferenza per un’aggregazione fra Piazza Meda e Crédit Agricole Italia; l’offerta di Rocca Salimbeni si configura quindi, al momento, come non concordata. Inoltre il Leone di Trieste, Generali, possiede il 50,17% di Banca Generali e senza il suo consenso l’operazione su quest’ultima risulta difficilmente realizzabile.

Mps è soggetta alla passivity rule, pertanto qualsiasi operazione richiederà il passaggio in assemblea dei soci, dove per approvare il piano serviranno i due terzi dei voti. Obiettivo non semplice, considerato che due azionisti di peso, Delfin e Caltagirone, si erano opposti al rinnovo del board ad aprile. Anche il fattore politico è rilevante: il Ministero dell’Economia detiene una partecipazione del 4,8% in Mps e la premier Giorgia Meloni aveva auspicato che Montepaschi non venisse smembrata; il progetto approvato dal cda punta infatti a mantenere il Monte integro come fulcro di un nuovo grande polo bancario nazionale.

I mercati hanno reagito: in chiusura di seduta Banco Bpm ha segnato +0,66%, Banca Generali +1,26%, Monte dei Paschi -0,34%; Intesa +0,41%, Generali +1,26% e Unipol -2,96%.

Il cda di Banca Generali è stato convocato per venerdì 21 agosto per una prima valutazione della situazione, con un approccio inizialmente definito neutrale dalla società.

Fonte: Raccontiamo Città

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