Bambina di 4 anni muore a Palermo: sospetta difterite e Procura apre un'inchiesta
La piccola non era stata vaccinata; ricoveri ripetuti, conferma della difterite e interventi sanitari per i familiari
La bambina, di quattro anni, è morta all'Ospedale dei Bambini di Palermo dopo un secondo ricovero nel reparto di terapia intensiva. Era arrivata al nosocomio una settimana prima presentando febbre, vomito e scarso appetito; dagli esami erano emersi sospetti di difterite che però non erano stati evidenziati nella diagnosi iniziale. Tornata a casa, i sintomi sono proseguiti e si è reso necessario un nuovo ricovero, durante il quale sarebbe stata accertata la presenza della difterite. Il decesso è avvenuto ieri e la Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta per chiarire eventuali responsabilità.
La bambina non era stata vaccinata subito dopo la nascita per volontà dei genitori: agli operatori sanitari avrebbero detto di essere convinti che l’autismo di un loro cugino fosse dipeso dal vaccino trivalente. In Italia il vaccino contro la difterite è obbligatorio; la profilassi per la difterite rientra tra le vaccinazioni obbligatorie per l'infanzia assieme a quelle per tetano, pertosse, poliomielite, epatite e altre.
All'Ospedale dei Bambini è ricoverato anche il cuginetto di quattro anni della vittima: presenta gli stessi sintomi ma non è in gravi condizioni. Il cugino avrebbe completato i primi tre cicli di vaccinazioni. I tre fratelli della bambina sono stati vaccinati dall'Asp in collaborazione con l'ospedale Civico.
Sul caso è intervenuto il direttore sanitario dell'ospedale Civico, Domenico Cipolla: "Abbiamo fatto di tutto per salvare la bambina dal momento in cui l’abbiamo presa in carico. Purtroppo non c’è stato l’esito sperato. Da anni non si registravano casi del genere. Attendiamo l’esito dell’istituto superiore di sanità, ma dalle analisi effettuate la causa della morte sembra essere dovuto a difterite. Un’infezione gravissima che può essere letale".
Il direttore sanitario ha aggiunto: "E’ da due giorni che siamo impegnati nel tentare di salvare la piccola di quattro anni e mezzo che non era vaccinata come hanno riferito i genitori".
L'assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, ha invitato i genitori a vaccinare i figli: "Genitori, vaccinate senza indugio i vostri figli per proteggerli da malattie che grazie alle campagne vaccinali sono state debellate". "Provo un grande dolore per ciò che è accaduto - continua - I vaccini sono fondamentali per difendersi dalle malattie. Sin dal mio insediamento - dice l’assessore - abbiamo condiviso con l’Asp azioni periodiche per spingere i genitori a vaccinare i loro figli. Continueremo a mettere in campo iniziative con pediatri e Asp territoriali per promuovere nuove campagne vaccinali, strumenti indispensabili per vincere la battaglia perla vita".
Il professor Francesco Vaia, già direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute e direttore generale dello Spallanzani, ha commentato: "La morte della piccola di quattro anni di Palermo è una tragedia che ci colpisce profondamente. Come medici, come genitori, come nonni. Prima di ogni altra considerazione viene il rispetto per una bambina che non c'è più e per una famiglia che sta vivendo un dolore indicibile. Non è questo certamente il momento di puntare il dito contro i genitori". "Saranno gli accertamenti sanitari e le indagini in corso a chiarire definitivamente quanto accaduto - prosegue Vaia - ma ciò che starebbe emergendo a livello mediatico impone una riflessione seria sul valore delle vaccinazioni e sul danno prodotto da anni di disinformazione. I vaccini hanno salvato milioni di vite e hanno reso rare malattie che per generazioni hanno ucciso o lasciato gravemente disabili soprattutto i bambini. Non possono e non devono diventare una bandiera ideologica o strumento politico. Il vaccino, e soprattutto il suo uso corretto, resta uno degli strumenti più efficaci della sanità pubblica".
Vaia ha inoltre stigmatizzato chi, secondo lui, "utilizza i social per diffondere ed alimentare paura e dubbi oscurantistici sui vaccini, senza alcuna evidenza scientifica consolidata. Chi lo fa si assume una responsabilità morale e sociale enorme, soprattutto se appartiene alla classe medica e sanitaria. La disinformazione sanitaria non è neutra nè innocua: può tradursi nella rinuncia a una vaccinazione, nella conseguente perdita della protezione individuale e collettiva e, nei casi più drammatici, può contribuire a creare le condizioni perchè malattie prevenibili tornino a fare vittime".