Davide Faraone risponde agli insulti: «La felicità di mia figlia non è da nascondere»
Il deputato di Italia Viva scrive al Corriere della Sera dopo commenti offensivi sui social: un appello contro i pregiudizi verso le persone con disabilità
Il 20 agosto 2026 Davide Faraone, deputato di Italia Viva, ha scritto una lettera pubblicata sul Corriere della Sera per rispondere agli insulti ricevuti sui social network in seguito alla condivisione di alcune fotografie al mare con la figlia Sara.
Sara ha 23 anni e le è stata diagnosticata l'autismo quando aveva poco più di due anni, ricorda la lettera. Faraone definisce gli scatti «Foto di una vacanza, di un padre e di una figlia che stanno bene insieme» e sottolinea che il gesto di condividere la felicità di una giornata non dovrebbe richiedere spiegazioni.
Nella lettera il deputato segnala commenti offensivi apparsi online, come «Sembra un uomo» e «Che scherzi fa la natura», e osserva che tali reazioni trasformano una persona in oggetto di giudizio. Riporta anche la replica a chi ha scritto «Mi sono spaventata», invitando a interrogarsi sul proprio sguardo: «Si preoccupi piuttosto di ciò che riesce a scrivere una persona adulta davanti alla felicità degli altri».
Faraone afferma che «Mia figlia è semplicemente una delle infinite forme in cui la natura ha deciso di esprimersi» e mette in luce come il problema stia nello sguardo che «vede prima la disabilità e poi la persona». Aggiunge che i veri ostacoli sono «i pregiudizi che subisce e, qualche volta, lo sguardo» degli altri.
La lettera contiene anche un appello più ampio alla società: «Non ci chiuderanno in casa. Non nasconderemo i nostri figli per risparmiare agli altri la fatica di incontrare la diversità». Faraone respinge una narrazione della disabilità come tragedia e dichiara con forza che «Sara non ha niente di cui vergognarsi. E io, di essere suo padre, sono immensamente felice».
La vicenda, come la racconta il deputato, pone l'accento sul tema dell'inclusione e della possibilità per le persone con disabilità di vivere la propria vita pubblicamente, senza essere soggette a giudizi o a richieste di invisibilità.