Nazionale · 20 Agosto 2026

Il Papa: la guerra è «un fallimento profondo», la pace non si costruisce con le armi

Nel Messaggio per l'XI Giornata Mondiale per la Cura del Creato il Pontefice indica verità, dialogo e giustizia come strumenti di pace; oggi ha ricevuto il presidente libanese Joseph Aoun

Il Papa: la guerra è «un fallimento profondo», la pace non si costruisce con le armi

Nel Messaggio per l'XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, che sarà celebrata martedì 1 settembre, Papa Leone afferma che la guerra è "un fallimento profondo nel vivere a immagine e somiglianza di Dio, nel rispettare la vita e nel prendersi cura della terra che ci è affidata. Non è solo un fallimento politico, ma anche morale e spirituale. Radicata in desideri distorti e in un uso sbagliato della libertà e del potere umani, la guerra si erge a contro-testimonianza del Vangelo della pace".

Il Pontefice sottolinea che "I veri strumenti per costruire la pace non sono le armi di distruzione, ma piuttosto la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l'amore".

"La guerra infligge ferite che danneggiano l'intero tessuto vitale, colpendo non solo le singole persone e le comunità, ma anche la loro più ampia rete di relazioni con l'intera famiglia umana, e la loro armonia con il creato", prosegue il Pontefice. La Sala Stampa della Santa Sede rende noto che oggi il Papa ha ricevuto il presidente libanese Joseph Aoun.

Secondo il Pontefice, "I conflitti che tormentano l'umanità sono per molti versi espressione esteriore di contrasti e divisioni interiori. Quando il cuore è traviato, le relazioni ne soffrono e le strutture che costruiamo cominciano a riflettere tale disordine". Il Papa osserva inoltre che le crisi richiedono, "oltre che responsabilità, anche una conversione del cuore, che fruttifichi in una più profonda fedeltà a Dio, in amore reciproco e in rispetto per il dono del creato".

Il Pontefice cita Benedetto XVI e aggiunge che "per costruire una società pacifica, non dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche rinnovare i nostri cuori". Infine mette in relazione le cause profonde dei conflitti con una crisi etica e culturale: "Le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l'incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana".

Fonte: Raccontiamo Città

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