L'esercito israeliano apre un'inchiesta per la morte della bimba Hind Rajab: il caso torna al centro dell'attenzione dopo il riconoscimento a Venezia
La procura militare indaga sull'uccisione del 29 gennaio 2024 a Gaza; il film sulla vicenda ha ricevuto il Leone d'Argento alla Mostra del Cinema di Venezia
Hind Rajab, di cinque anni, morì a Gaza il 29 gennaio 2024 dopo essere rimasta intrappolata per ore in un'auto insieme ai corpi dei suoi familiari, mentre chiedeva aiuto al telefono alla Mezzaluna Rossa palestinese. La voce della bambina e le circostanze della sua morte hanno trasformato la vicenda in uno dei simboli delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza.
Secondo la ricostruzione riportata, l'auto su cui viaggiava Hind — una Kia Picanto — fu colpita da un primo attacco in cui rimasero uccise cinque persone. Dopo quel primo episodio, Hind rimase sola nell'abitacolo e, per oltre tre ore, continuò a parlare al telefono con gli operatori della Mezzaluna Rossa. Una quindicenne presente nel veicolo, Layan Hamada, riuscì a contattare i soccorritori con una telefonata in cui disse: "Ci stanno sparando, ho il carro armato accanto" prima che la comunicazione si interrompesse.
Un'ambulanza con due paramedici fu poi inviata per raggiungere il veicolo; anche il mezzo fu colpito e i due soccorritori rimasero uccisi. I corpi della bambina, dei familiari e dei paramedici furono recuperati solo dodici giorni dopo, quando le forze israeliane si ritirarono dalla zona. Un'analisi di Forensic Architecture rilevò 335 fori di proiettile sull'automobile.
L'esercito israeliano, che inizialmente aveva sostenuto di non essere presente nella zona al momento dell'accaduto, ha invece riconosciuto che furono soldati dell'IDF ad aprire il fuoco contro il veicolo. La procura militare ha disposto l'apertura di un'indagine penale sull'episodio, analizzando sia gli spari contro l'auto sia le circostanze dell'attacco all'ambulanza; in tutto sono citate nove persone coinvolte nel caso.
L'annuncio dell'apertura dell'indagine arriva dopo che le autorità militari hanno concluso l'esame di 150 episodi relativi alla condotta dell'IDF nella Striscia. Come riportato dalla procura, "sono state prese decisioni legali su cinque incidenti operativi eccezionali che hanno ricevuto ampia attenzione e copertura da parte dei media". Due di questi cinque episodi, tra cui la morte di Hind, saranno oggetto di indagini penali; per altri tre casi che causarono la morte di operatori umanitari di World Central Kitchen e di Medici senza frontiere non verranno invece aperte inchieste penali.
La seconda indagine penale annunciata riguarda un episodio del 23 marzo 2025 a Rafah, in cui furono uccise 15 persone appartenenti ai servizi di ambulanza, alla protezione civile e alle Nazioni Unite, colpite mentre partecipavano a operazioni di soccorso. L'esercito aveva in quel caso riconosciuto "fallimenti professionali" e adottato provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni ufficiali.
La storia di Hind ha avuto ampia eco internazionale. Il film "The Voice of Hind Rajab", costruito attorno alla vicenda e alle registrazioni delle richieste di aiuto della bambina, ha vinto il Leone d'Argento alla Mostra del Cinema di Venezia ed è stato successivamente candidato all'Oscar. Il nome della bambina è inoltre stato dato a una fondazione con sede a Bruxelles, la Hind Rajab Foundation, che opera su fronti giudiziari per richiedere indagini e procedimenti per presunti crimini commessi contro i palestinesi.