Vienna riprende i rimpatri di 'dublinanti' verso l'Italia: quattro trasferimenti già effettuati
Secondo l'agenzia austriaca Apa, l'Austria segue Germania e Svizzera avviando il rientro dei richiedenti asilo sulla base del Patto europeo entrato in vigore il 12 giugno
L'agenzia austriaca Apa riferisce che l'Austria ha ripreso a rimandare in Italia richiedenti asilo identificati come "dublinanti", con quattro trasferimenti già effettuati secondo fonti del ministero degli Interni di Vienna.
Le autorità austriache hanno motivato la decisione collegandola alle iniziative simili annunciate da Germania e Svizzera e all'entrata in vigore del nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo il 12 giugno. I trasferimenti verso l'Italia vengono organizzati utilizzando mezzi di trasporto pubblico; alle persone coinvolte viene consegnato un biglietto per treno o autobus.
Al momento, fonti del governo italiano interpellate non hanno rilasciato commenti sulla vicenda.
Il termine "dublinanti" indica i richiedenti asilo che, dopo aver presentato domanda nel primo Stato in cui sono stati identificati secondo il Regolamento Dublino II del 2003, si spostano in un altro Paese dell'Unione dove chiedono protezione: il regolamento prevede che debbano essere riportati nel Paese in cui erano stati identificati inizialmente, che resta competente per l'esame della domanda.
I cosiddetti movimenti secondari partono spesso dai Paesi di primo approdo, con l'Italia tra i principali Stati interessati. Gli Stati che esaminano la domanda inviano una richiesta di trasferimento al Paese di primo ingresso per il rientro del richiedente.
Secondo i dati Eurostat citati nella fonte, nel 2025 l'Italia ha ricevuto 24.152 richieste da altri Stati Ue per riprendersi migranti, delle quali soltanto 85 sono state effettivamente accettate. La Germania è risultata il Paese che ha inviato il maggior numero di richieste in uscita nel 2025, con 35.993 richieste e 5.377 trasferimenti poi avvenuti.
Sul tema si registra inoltre un confronto tra Roma e Berlino: lo scorso dicembre i due Paesi avevano raggiunto un'intesa sulla materia, ma persiste una diversa interpretazione sull'effetto del nuovo Patto. L'Italia sostiene che il Patto, entrato in vigore il 12 giugno, abbia prodotto una sorta di azzeramento dei conti sui migranti secondari precedenti a quella data; la Germania interpreta la questione in modo diverso e ha chiesto all'Italia di riprendersi tre migranti arrivati prima del 12 giugno.
Il Patto europeo mantiene il principio secondo cui l'esame della domanda di asilo resta a carico del Paese di primo ingresso, accelera le procedure di trasferimento dei "dublinanti" nei Paesi competenti e amplia le eccezioni che possono spostare la responsabilità verso un altro Stato, inclusa quella per legami familiari.