Nazionale · 27 Ottobre 2026

Missili su Kiev, vittime e danni. Tregua umanitaria a Oleshky; l'Italia ribadisce il sostegno a Kiev

Colpito un campus universitario e il ponte Pivdennyi; cessate il fuoco temporaneo annunciato da Russia e Ucraina; Tajani conferma nuovo pacchetto militare per l'Ucraina

Missili su Kiev, vittime e danni. Tregua umanitaria a Oleshky; l'Italia ribadisce il sostegno a Kiev
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 2026 Kiev è stata colpita da missili balistici e altri attacchi che hanno interessato più zone della città, tra cui un campus universitario e il ponte Pivdennyi sul fiume Dnipro. I soccorsi sono intervenuti per rimuovere macerie e assistere i feriti.

Secondo il servizio di emergenze statale ucraino, il raid russo contro la capitale ha ucciso una persona e ne ha ferite dieci, inclusi studenti di un dormitorio. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha riferito danni al ponte Pivdennyi e alle infrastrutture della metropolitana: "Colpito sul Ponte Sud. Anche l'infrastruttura della metropolitana è stata danneggiata. Dalla sera del 26 ottobre, a seguito degli attacchi nemici sulla capitale, una persona è morta... 14 residenti della città sono rimasti feriti. 9 feriti sono stati ricoverati in ospedale dai medici", ha scritto il sindaco su Telegram.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che "I missili balistici russi hanno colpito il terreno di un'università a Kiev e l'area circostante - di fatto il campus, il Parco Kiev, l'area vicino a una stazione della metropolitana e edifici residenziali. Il numero esatto delle vittime non è ancora noto. Ma tragicamente, ci sono vittime. Ci sono persone ferite. Le operazioni di soccorso sono in corso. C'è un danno esteso, e ci sono anche rapporti secondo cui persone potrebbero essere intrappolate sotto le macerie. Tutti i servizi di emergenza sono sul posto e stanno svolgendo il proprio lavoro, salvando vite. I missili hanno colpito aree molto affollate, e non c'è una sola struttura militare nelle vicinanze. Si è trattato di un attacco diretto alla città, alla sua infrastruttura. Sfortunatamente, potrebbero arrivare altri attacchi. L'attacco con gli 'shahed' sta anche continuando contro Kyiv e le nostre altre città e comunità. Ed è proprio in tali circostanze, quando la minaccia eè costante, quando gli attacchi possono arrivare in qualsiasi momento e colpire direttamente città e villaggi, che i ritardi artificiali nel fornire la difesa aerea all'Ucraina aiutano il terrore. E' importante che gli accordi politici vengano attuati tempestivamente a livello di team. E' importante che i nostri partner capiscano che l'Ucraina ha bisogno degli strumenti adeguati per distruggere i lanciamissili balistici russi. Questo sarebbe il modo più efficace per salvare vite. E' importante che il mondo veda che la Russia mostra solo il desiderio di uccidere e continuare a condurre la guerra. L'Ucraina non deve essere lasciata ad affrontare tutto questo da sola, e la colpa della continuazione della guerra e della morte di persone è unicamente della Russia. Prendetevi cura di voi stessi. Tutti i partner dovrebbero stare con l'Ucraina, proteggendo le vite".

La situazione nelle altre regioni resta grave: a Kharkiv il sindaco Igor Terekhov ha confermato che gli attacchi notturni hanno ucciso due persone e causato danni a edifici residenziali. Nella regione di Zaporizhzhia, un attacco con drone contro un autobus ha provocato, secondo Yevgeny Balitsky (governatore nominato da Mosca), un morto e trenta feriti.

È entrata in vigore una tregua umanitaria nell'area di Oleshky, nella regione di Kherson. Il ministero della Difesa russo ha annunciato su Telegram che "nella regione di Kherson, le Forze Armate della Federazione Russa hanno cessato il fuoco in direzione di Kherson e introdotto un 'regime di silenzio' dalle 4 ora di Mosca del 27 ottobre 2026". Lo stato maggiore ucraino ha reso noto che anche l'Ucraina ha attuato un cessate il fuoco a partire dalle 3:00 del mattino del 27 ottobre, ora di Kiev, per consentire un'operazione umanitaria nella città temporaneamente occupata di Oleshky.

Sullo sfondo diplomatico, il Cremlino ha riferito del colloquio telefonico tra Vladimir Putin, il presidente della Finlandia Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Store, incentrato anche sulla libertà di navigazione nel Baltico. Il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, ha sottolineato che la decisione di riprendere i negoziati trilaterali non limita le operazioni militari: "La decisione di riprendere i negoziati trilaterali non comporta alcuna limitazione delle operazioni militari. Le nostre forze armate continuano a condurre attacchi massicci contro il complesso militare-industriale ucraino. Dal canto suo, anche il regime di Kiev prosegue con azioni analoghe".

Sulla possibilità di ripristinare i negoziati, il presidente Zelensky ha confermato che a novembre è previsto un incontro tra russi e ucraini mediato dagli Stati Uniti e ha ribadito che l'Ucraina non accetterà limitazioni alle dimensioni del proprio esercito né uno status di neutralità: "L'aspetto principale è che non possiamo parlare di neutralità del nostro Stato. E non dovremmo farlo, la nostra visione, in linea di principio, coincide con quella americana, non possiamo parlare di limitare l'esercito ucraino".

L'Italia è intervenuta pubblicamente sulla crisi. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di una visita a Milano, ha dichiarato: "La mia posizione è nota, siamo dalla parte dell'Ucraina e continueremo ad aiutarla finche' sarà necessario". Tajani ha aggiunto che "E' pronto già il prossimo pacchetto di tipo militare che invieremo quanto prima a Kiev" e ha ribadito l'obiettivo di una "pace giusta".

Altri elementi internazionali citati dalla cronaca includono il rapporto di una commissione internazionale su mandato del Consiglio Onu per i Diritti Umani che ha accusato la Russia di crimini contro l'umanità per gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine e di tratta di esseri umani per rafforzare le proprie forze armate, e una ricostruzione del Wall Street Journal secondo cui l'ex primo ministro ungherese Viktor Orbán sarebbe tra i profili presi in considerazione dall'amministrazione Trump per la carica di segretario generale delle Nazioni Unite, ipotesi esplorata in colloqui con Mosca e Pechino.

I fatti riportati restano oggetto di verifiche e aggiornamenti da parte delle autorità e dei servizi di emergenza sul terreno.

Fonte: Raccontiamo Città

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