CNR: il sisma nel Tirreno indica un nuovo limite di placca tra Africa ed Eurasia tra Eolie e Ustica
Il terremoto di magnitudo 5,5 del 23 ottobre si colloca in una fascia tettonica in formazione ricostruita da uno studio del 2023 con dati sismici e GPS/GNSS.
Il terremoto di magnitudo 5,5 registrato il 23 ottobre alle 12:19 nel Tirreno meridionale, a nord-ovest delle Isole Eolie, è stato collocato dal CNR nella fascia tettonica compresa tra l'arcipelago e l'isola di Ustica.
Secondo uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista Earth and Planetary Science Letters, quella tra Eolie e Ustica rappresenta un tratto di un nuovo limite di placca in formazione tra Africa ed Eurasia. Le due placche continuano ad avvicinarsi, comprimendo e deformando le rocce nel Mediterraneo.
Il sistema di convergenza che in passato ha contribuito alla costruzione delle catene montuose nell'interno della Sicilia ha progressivamente rallentato, ma la spinta tra Africa ed Eurasia non si è fermata. Parte della deformazione si è trasferita verso nord, lungo il Tirreno meridionale, attivando un diverso sistema di faglie dove si verificano numerosi terremoti. Le rocce accumulano deformazione lentamente e la rilasciano con movimenti improvvisi sulle faglie.
A ricostruire questo assetto è stato un gruppo di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche, oggi afferenti all'Istituto di Geoscienze (CNR-GEO), e delle Università di Messina e Palermo. Lo studio, firmato da Andrea Billi, Marco Cuffaro, Barbara Orecchio, Mimmo Palano, Debora Presti e Cristina Totaro, ha integrato la distribuzione e le caratteristiche dei terremoti con misure satellitari GPS/GNSS in grado di rilevare spostamenti del suolo di pochi millimetri all'anno. L'analisi congiunta di questi dati ha permesso di delineare il limite incipiente e come viene distribuita la deformazione tra le due placche.
Il nuovo confine non è una frattura unica e continua, ma una fascia articolata di strutture tettoniche. Dal tratto che attraversa lo Stretto di Messina e il Tirreno meridionale il tracciato prosegue attraverso il Mediterraneo centro-occidentale, interessando i margini algerino e marocchino e la regione di Alboran fino allo Stretto di Gibilterra; anche questi territori sono sede di forti terremoti legati all'interazione tra Africa ed Eurasia.
Il CNR osserva che il terremoto del 23 ottobre e lo sciame sismico collegato si inseriscono in questo quadro. L'identificazione della faglia responsabile richiederà analisi sismologiche specifiche. Comprendere dove si concentra la deformazione aiuta a interpretare la sismicità e a migliorare le valutazioni della pericolosità sismica, ma non consente di prevedere quando avverrà il prossimo terremoto, né implica che le strutture più antiche all'interno della Sicilia siano prive di attività.