Caso Resinovich: perizia dattiloscopica individua corrispondenze tra tracce sui sacchi e un guanto
Il legale del fratello parla di conferma dell'omicidio; una perizia genetica indica invece contaminazione da un operatore su tracce di Dna maschile
L'avvocato Nicodemo Gentile, che difende Sergio Resinovich, sostiene che il fatto che Liliana Resinovich sia stata uccisa "è ormai un'evidenza imponente come il Monte Bianco" e ribadisce la convinzione che la morte della 63enne non rientri nella casistica del suicidio.
Liliana Resinovich scomparve da casa il 14 dicembre 2021 e fu ritrovata morta tre settimane dopo in un boschetto nei pressi dell'ex ospedale psichiatrico di Trieste. Il corpo era chiuso in sacchi neri.
Dalle analisi dattiloscopiche disposte dalla Gip di Trieste Flavia Mangiante a fine giugno, secondo quanto riferito dal legale, emergerebbe che quattro tracce rilevate sui sacchi corrisponderebbero a un contatto con il guanto da lavoro nero trovato nei pressi del corpo. Sul guanto sinistro, posto sotto sequestro, erano già state svolte in passato altre analisi.
La perizia datata inizio ottobre indica che le quattro tracce "mostrano caratteristiche analoghe tra loro e si ritengono prodotte dal contatto di un medesimo tessuto". L'analisi comparativa tra le impronte sperimentali ricavate dal guanto e le tracce ha evidenziato "lievi corrispondenze morfo-dimensionali"; pertanto, "in assenza di elementi discordanti, le risultanze costituiscono un'evidenza di 'moderato' supporto all'ipotesi" che le tracce siano state generate dal contatto con il guanto nero in sequestro.
Negli ultimi giorni era stata depositata anche una perizia merceologica e genetica, sempre richiesta dalla Gip, che aveva rilevato tracce di Dna maschile su uno dei sacchi neri e sui jeans indossati dalla donna. Una comparazione svolta dalla polizia scientifica, su richiesta della Procura, ha però attribuito quelle tracce a un operatore che il 28 luglio 2023 aveva maneggiato i reperti durante accertamenti, indicando così una contaminazione.
Attualmente per la morte della 63enne risulta indagato per omicidio il marito, Sebastiano Visintin. Il 2 ottobre è stato convocato in Procura per essere interrogato dalla sostituta procuratrice Ilaria Iozzi, che coordina le indagini, e, alla presenza dei suoi legali, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
I nuovi risultati emersi dagli accertamenti scientifici saranno discussi nell'udienza fissata per il 30 ottobre.