Nazionale · 21 Ottobre 2026

Rapporto Onu: la Terra è avviata verso un riscaldamento di 2,6°C entro il 2100

Le emissioni globali del 2025 restano ai massimi; gli Stati Uniti spiegano il 70% dell’aumento registrato

Rapporto Onu: la Terra è avviata verso un riscaldamento di 2,6°C entro il 2100
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Il rapporto Onu sul divario tra emissioni e obiettivi rileva che nel 2025 le emissioni globali di gas serra sono rimaste ai livelli record registrati in precedenza. Il documento avverte che la Terra è avviata verso un riscaldamento di 2,6°C entro il 2100, anche nell’ipotesi che i governi rispettino i recenti impegni climatici assunti.

"Le emissioni restano su livelli record - ha dichiarato il segretario generale António Guterres - Inoltre, i piani climatici nazionali e le politiche attuali sono pericolosamente insufficienti, lasciando presagire un riscaldamento compreso tra 2,6°C e 2,8°C". Il rapporto è stato presentato come documento annuale che confronta gli impegni nazionali con le traiettorie necessarie per raggiungere gli obiettivi climatici concordati.

Secondo il rapporto, l’aumento delle emissioni è stato in gran parte determinato dagli Stati Uniti: l’incremento quantitativo registrato negli Usa è stato di 133 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, dovuto a una maggiore domanda di elettricità e alla ripresa della produzione di energia elettrica da carbone. Complessivamente, 124 Paesi hanno aumentato le proprie emissioni nel 2025, escludendo 63 Paesi che le hanno ridotte (tra cui la maggior parte delle nazioni europee); i Paesi che hanno aumentato le emissioni hanno contribuito con 189 milioni di tonnellate di CO2 nel 2025, e il 70% di questo incremento è riconducibile agli Stati Uniti.

I nuovi calcoli contenuti nel rapporto indicano che, se i Paesi attueranno integralmente gli impegni contenuti nei piani climatici presentati alle Nazioni Unite, entro il 2100 la temperatura globale sarà superiore di circa 2,6°C rispetto ai livelli preindustriali. Se invece il mondo proseguirà lungo il percorso attuale senza tenere conto degli impegni nazionali, la temperatura sarà più alta di circa 2,8°C rispetto alla seconda metà del XIX secolo, una stima identica a quella formulata lo scorso anno.

Entrambi gli scenari superano gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi del 2015, che puntano a mantenere il riscaldamento ben al di sotto dei 2°C e, se possibile, a limitare l’aumento a 1,5°C. Attualmente la temperatura globale è già superiore di circa 1,4°C rispetto ai livelli preindustriali. Nel rapporto e nelle dichiarazioni dei funzionari delle Nazioni Unite viene riconosciuto che non è più possibile limitare il riscaldamento a 1,5°C; le speranze sono ora riposte nella possibilità di contenere l’aumento a circa 1,8°C e successivamente rimuovere dall’atmosfera quantità sufficienti di anidride carbonica per riportare le temperature a 1,5°C.

Il segretario generale António Guterres ha avvertito che il mondo è ancora "pericolosamente lontano" anche da questi obiettivi, pur sottolineando che "disponiamo degli strumenti necessari per cambiare rotta e allontanarci dall’orlo del precipizio".

Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’Unep, ha indicato che per tornare a una situazione gestibile senza impatti devastanti è necessario ridurre drasticamente le emissioni globali di carbonio: del 18% entro il 2030 e del 69% entro il 2040. "Per questo motivo, una simile riduzione è assolutamente sensata", ha affermato Andersen.

Fonte: Raccontiamo Città

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