Napoli · 20 Ottobre 2026

Fermata a Ferrara la presunta promotrice di una rete per ottenere la cittadinanza a Torre del Greco

Coinvolti pubblici ufficiali e oltre 70 cittadini brasiliani, indagine riferisce pratiche vendute a cifre minime di 5.000 euro

Fermata a Ferrara la presunta promotrice di una rete per ottenere la cittadinanza a Torre del Greco
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La polizia ha eseguito il fermo il 13 ottobre a Ferrara nei confronti di una donna di nazionalità brasiliana, ritenuta promotrice e organizzatrice di un'associazione per delinquere finalizzata a una serie di reati di corruzione e falsità ideologica in atto pubblico.

Le indagini hanno rilevato l'esistenza, sul territorio di Torre del Greco, di un gruppo operativo tra il 2022 e il 2024 che, secondo gli inquirenti, avrebbe favorito l'acquisizione della cittadinanza italiana iure sanguinis a favore di più di settanta persone, quasi tutte di nazionalità brasiliana, in assenza dei requisiti di legge.

Secondo gli accertamenti, l'organizzazione avrebbe richiesto agli interessati almeno 5.000 euro per ogni pratica, somme poi ripartite tra i membri del gruppo. A ciascun componente sarebbe spettato un ruolo preciso: attestare falsamente la presenza stabile in municipio dei richiedenti, iscriverli anagraficamente pur senza i presupposti necessari e favorirne il rilascio della cittadinanza.

Gli investigatori riferiscono inoltre l'utilizzo di immobili trasformati in dormitori e, per brevi periodi, di un noto hotel del posto dove i richiedenti soggiornavano dietro corrispettivo per far risultare la loro presenza a Torre del Greco. Per ottenere la cittadinanza, dicono gli inquirenti, sarebbero bastati anche solo pochi mesi.

Nell'inchiesta risultano coinvolti almeno tre pubblici ufficiali in servizio presso il Comune di Torre del Greco e altri soggetti con stretti legami con l'amministrazione comunale, secondo quanto emerso dalle attività investigative.

Il fermo dell'indagata è stato convalidato per evitare il rischio di fuga: la donna, rientrata in Italia dopo un periodo all'estero, è stata associata all'ICAM di Venezia in ragione del fatto di essere madre di un bambino di tenera età. Le accuse sono al momento contestate dagli inquirenti e la presunzione di innocenza permane fino a eventuali decisioni definitive.

Fonte: Raccontiamo Napoli

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