Torre Annunziata, offese a don Ciro dopo il ricordo di Giancarlo Siani: Libera condanna
Botta e risposta sui social tra Carmela Gionta e il sacerdote; il presidio locale esprime solidarietà
Sui social è scoppiato un acceso scambio di messaggi dopo che don Ciro Cozzolino, sacerdote ed ex referente di Libera a Torre Annunziata, aveva pubblicato lo scorso 23 settembre 2025 un post in memoria del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra. A un anno dalla pubblicazione, Carmela Gionta, sorella del presunto capoclan Valentino Gionta, ha replicato con frasi offensive rivolte al sacerdote, accusando chi ricorda Siani e affermando che «avete rotto» e che «queste bocche non ve le cucite mai».
Don Ciro ha risposto con una parola secca, «Mai», ribadendo il diritto di ricordare le vittime innocenti. Il presidio ne ha poi dato notizia e chiesto sostegno contro ogni tentativo di intimidazione nei confronti di chi si occupa della memoria delle vittime della criminalità organizzata.
La vicenda richiama anche fatti giudiziari collegati al cognome Gionta: Valentino Gionta, detenuto al 41bis, è stato assolto in via definitiva dall'accusa di coinvolgimento nell'omicidio di Giancarlo Siani. La scorsa settimana, secondo quanto riportato, un nipote omonimo del boss, coinvolto in un'operazione di polizia, è riuscito a sfuggire a un ordine di arresto emesso dal gip su richiesta della Procura antimafia di Napoli ed è attualmente ricercato dalle forze dell'ordine.
Il presidio locale di Libera «Raffaele Pastore e Luigi Staiano» di Torre Annunziata ha condannato con fermezza le parole intimidatorie rivolte a don Ciro e ha espresso piena e incondizionata solidarietà al sacerdote. Il presidio ha sottolineato che restituire il nome a una vittima è un dovere della memoria e ha avvertito che tentativi di zittire chi si impegna per la legalità mirano a intimidire l'intera comunità.
Nella nota del presidio si ricorda che il commento è arrivato a oltre un anno dalla pubblicazione del post e in un periodo in cui Torre Annunziata sta facendo i conti con il ritorno di fenomeni di criminalità dopo l'operazione della Dda di Napoli del 5 ottobre e a pochi mesi dall'avvio della demolizione di Palazzo Fienga, simbolo del potere criminale sul territorio. Per il presidio, questi fatti dimostrano quanto il ricordo di Siani possa infastidire chi preferirebbe una città muta e rassegnata.
Il referente del presidio oplontino, Massimo Napolitano, ha ricordato l'impegno a mantenere viva la memoria di Giancarlo, coinvolgendo le scuole e la cittadinanza, e ha annunciato che il 23 novembre, giornata cittadina dedicata alle vittime innocenti della camorra, il presidio sarà nuovamente in strada con gli studenti per proseguire nelle iniziative di commemorazione e di educazione alla legalità.