Napoli · 13 Ottobre 2026

Famiglia Tucci respinge la consulenza sulla morte di Francesca: chiesta perizia fuori regione

I legali contestano la relazione della Procura che esclude responsabilità mediche

Famiglia Tucci respinge la consulenza sulla morte di Francesca: chiesta perizia fuori regione
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La famiglia di Francesca Tucci ha formalmente contestato le conclusioni della consulenza tecnica incaricata dalla Procura di Napoli sulla morte della giovane, avvenuta il 2 luglio all’ospedale Cardarelli di Napoli. I consulenti avevano escluso responsabilità professionali dei sanitari, ma i parenti ritengono la relazione incompleta e insufficiente.

L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha dichiarato che non si mette in discussione l’onorabilità dei periti ma la completezza della loro relazione, e per questo motivo la difesa chiede la nomina di un collegio peritale proveniente da un’altra regione. Petruzzi ha depositato una memoria in Procura il 12 ottobre nella quale vengono segnalate presunte lacune nella consulenza.

La giovane, 24 anni, originaria di Afragola e studentessa di Giurisprudenza all’Università Parthenope, era affetta dalla sindrome di Wilkie. Dopo visite anche a Roma e Milano si era affidata a un chirurgo del Cardarelli. Il 29 giugno è stata sottoposta a un intervento programmato in regime di intramoenia; il 1° luglio è stata sottoposta a una seconda operazione a seguito di complicanze, e il 2 luglio è deceduta nel reparto di terapia intensiva.

La famiglia aveva presentato una denuncia e la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, iscrivendo tre medici nel registro degli indagati e disponendo l’autopsia. Anche la direzione dell’ospedale Cardarelli ha annunciato accertamenti interni.

Secondo la relazione dei consulenti nominati dalla Procura, depositata nei giorni scorsi, non emergerebbero errori o omissioni imputabili al personale sanitario: l’indicazione chirurgica e l’esecuzione dell’intervento sarebbero state corrette e la gestione delle complicanze adeguata. I periti attribuiscono il decesso a una insufficienza multiorgano conseguente a una pancreatite acuta emorragica postoperatoria.

La famiglia e i suoi legali non condividono queste conclusioni, sostenendo che la consulenza non abbia risposto in modo esaustivo a quesiti fondamentali, tra cui la necessità dell’intervento, la tempestività nel riconoscimento delle complicanze e la possibilità di evitare l’esito mortale. Per questo la difesa sollecita un incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari e chiede che i nuovi accertamenti siano affidati a specialisti esterni alla regione.

Intanto il padre di Francesca, Vincenzo Tucci, ha organizzato per giovedì 15 ottobre alle 18.30 una fiaccolata ad Afragola per chiedere giustizia per la figlia.

Fonte: Raccontiamo Napoli

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