Napoli · 11 Ottobre 2026

Garante dei detenuti della Campania aderisce all’appello per un indulto "responsabile" contro il sovraffollamento

Samuele Ciambriello firma l’appello promosso da giuristi e magistrati e sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana

Garante dei detenuti della Campania aderisce all’appello per un indulto "responsabile" contro il sovraffollamento
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania, ha reso nota la propria adesione all’appello per un "indulto responsabile" promosso da giuristi e magistrati e sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana. In una lettera il garante ha spiegato di aver firmato con convinzione l’iniziativa.

Nel documento Ciambriello richiama i dati nazionali sulle carceri: oltre 65.900 persone recluse a fronte di appena 46.358 posti disponibili, con 55 suicidi accertati e 196 morti totali dall’inizio dell’anno. Ha sottolineato che tali numeri configurano una situazione che lo Stato è più volte stato chiamato a definire inaccettabile per trattamenti ritenuti inumani e degradanti.

La situazione in Campania, secondo il garante, è ancora più critica. A Poggioreale, dove i posti effettivi sono circa 1.350, sono presenti 2.307 detenuti — con un tasso di occupazione stimato tra il 167 e il 170 per cento, un surplus di oltre 950 reclusi e una carenza di circa 200 agenti. Anche nel carcere di Secondigliano si registrano più di 1.350 presenze e un indice di occupazione del 138 per cento; la gestione è complicata dalla presenza di reparti d’Alta Sicurezza e da carenze nei servizi sanitari. In tutta la regione, ha aggiunto Ciambriello, i detenuti in eccesso rispetto ai posti disponibili sono almeno duemila.

Il garante ha richiamato inoltre le sanzioni che l’Italia riceve a livello europeo per le condizioni carcerarie e ha affermato che firmare l’appello significa sollecitare una risposta a una situazione che definisce drammatica, incostituzionale e illegale. Ha precisato che non si tratta di un “liberi tutti”, ma di proporre un atto di clemenza accompagnato da misure di formazione, lavoro e percorsi di reinserimento sociale per ridurre la recidiva e aumentare la sicurezza.

Infine Ciambriello ha osservato che le carceri non devono essere utilizzate come "discarica sociale" per persone con dipendenze o disturbi psichici, le cui pene — ha sostenuto — dovrebbero essere scontate in strutture terapeutiche adeguate.

Fonte: Raccontiamo Napoli

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