Ascensore del Distretto 33 a Napoli non accessibile: paziente tetraplegica costretta a usare una carrozzina dell'Asl
Il distretto in piazza Nazionale ristrutturato con fondi Pnrr, ma l'ascensore sarebbe fuori norma
Una donna tetraplegica, identificata come Simona Parisi, ha raccontato di aver incontrato oggi ripetute barriere architettoniche nel Distretto 33 dell'Asl Napoli 1 Centro, a piazza Nazionale, mentre si recava a sottoporsi a un'ecografia. Parisi ha spiegato di usare una carrozzina superleggera la cui larghezza può scendere a 39 centimetri rimuovendo le ruote, ma di non essere riuscita a entrare nel vano dell'ascensore del distretto perché le porte e la cabina sono risultate troppo strette.
Secondo il suo racconto, le scale esterne e interne non sono dotate di pedana, pertanto i familiari l'hanno dovuta sollevare gradino dopo gradino. All'ascensore, il personale dell'Asl e le guardie giurate hanno aiutato ad imbarcarla trasferendola su una sedia a rotelle in dotazione al distretto, ritenuta comunque scomoda per tempi prolungati rispetto alla carrozzina personale su misura.
Il caso assume rilievo anche alla luce dei lavori effettuati nella struttura: documenti regionali indicano che il Distretto 33 ha ricevuto 1,4 milioni di euro per la realizzazione di una Casa di comunità nell'ambito delle risorse Pnrr e che i lavori si sono conclusi il 28 gennaio 2026. Nonostante l'intervento, l'ascensore non risulterebbe adeguato alle misure minime previste per l'accessibilità.
La normativa citata nei documenti di riferimento è il DPR 503 del 1996, che per gli edifici esistenti prevede una cabina di almeno 80x120 centimetri e una porta con luce netta di 75 centimetri. Secondo queste indicazioni, l'ascensore del Distretto sanitario sarebbe inferiore ai requisiti richiesti.
Sulla vicenda è intervenuta l'associazione Abaco, che ha inviato una diffida all'Asl Napoli 1 Centro. L'associazione ha chiesto l'immediato adeguamento dell'ascensore alle disposizioni vigenti o l'adozione di soluzioni alternative sufficienti a rimuovere le barriere, oltre a misure provvisorie per garantire l'accesso ai piani superiori in attesa degli interventi strutturali.
Simona ha rivolto anche un appello al presidente della Regione, Roberto Fico, ricordando le dichiarazioni fatte durante la campagna elettorale del 2025 e dopo l'elezione in cui aveva indicato tra le priorità il miglioramento dell'assistenza alle persone con disabilità, auspicando un impegno per l'adeguamento delle strutture sanitarie.
La vicenda solleva interrogativi sull'efficacia degli interventi di ristrutturazione finanziati con fondi pubblici e sulla loro capacità di garantire l'accessibilità alle persone con disabilità nelle strutture sanitarie del territorio metropolitano di Napoli.