Napoli · 02 Ottobre 2026

Richiesta di risarcimento da 540mila euro dopo presunto scambio di embrione al San Paolo di Napoli

La coppia ha inviato diffida a ASL Napoli 1 Centro e alla direzione sanitaria; alla pratica è allegata una consulenza che quantifica i danni

Richiesta di risarcimento da 540mila euro dopo presunto scambio di embrione al San Paolo di Napoli
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Una richiesta di risarcimento pari a 540mila euro è stata presentata all'ASL Napoli 1 Centro e alla direzione sanitaria dell'ospedale San Paolo di Napoli da una coppia che il 3 giugno 2025 ha avuto una bimba a seguito di un trattamento di fecondazione in vitro presso il Centro di Medicina della Riproduzione del San Paolo. Le analisi citate nell'atto, secondo quanto riportato, avrebbero evidenziato che la bimba non è biologicamente figlia della coppia.

L'atto di diffida e messa in mora è stato inviato via pec dall'avvocato Francesco Petruzzi, che assiste Angela e Marco, rispettivamente di 36 e 41 anni. I due avevano già ottenuto un primogenito, nato il 23 settembre 2024, grazie allo stesso tipo di procedura effettuata nello stesso centro.

All'istanza è stata allegata la relazione del consulente di parte, il dottor Luca Scognamiglio. Nel documento vengono indicati diversi tipi di danno attribuiti allo scambio di embrione: un danno biologico permanente di natura psichica; il danno da lesione dell'autodeterminazione procreativa e la cosiddetta "nascita indesiderata"; il danno per la compromissione degli embrioni propri; il danno da ignoranza genetica e un danno riflesso nei confronti del primogenito.

La richiesta economica di 540mila euro viene, inoltre, integrata con la domanda di rimborso delle spese legali e con la prospettiva di un eventuale ristoro per un danno psichico futuro del primogenito, come indicato nell'atto di messa in mora.

Al momento la fonte riferisce soltanto l'invio della diffida e la documentazione allegata; non sono riportate nella stessa notizia risposte da parte dell'ASL Napoli 1 Centro o della direzione sanitaria dell'ospedale San Paolo, né esiti di eventuali accertamenti.

Fonte: Raccontiamo Napoli

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