Napoli · 01 Ottobre 2026

A Napoli processo per presunta cellula anarcoinsurrezionalista attiva nel Vesuviano

Sei imputati davanti alla Corte d'Assise; al centro della vicenda materiale online e riferimenti ad Alfredo Cospito

Sei persone — cinque uomini e una donna — sono imputate davanti alla Corte d'Assise di Napoli con l'accusa di aver fatto parte di una cellula anarcoinsurrezionalista che, secondo gli investigatori, sarebbe stata attiva nel territorio vesuviano fino al febbraio 2020.

Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Napoli e dal pm Maurizio De Marco, hanno focalizzato l'attenzione sul periodo compreso tra il 2017 e il 2019. Inizialmente le persone coinvolte erano sette; uno di loro si tolse la vita nel 2019 a Ercolano.

Nel corso dell'udienza del primo ottobre è stato ascoltato un carabiniere che ha partecipato alle indagini. Secondo la ricostruzione fornita in aula, il gruppo avrebbe diffuso online materiali collegati alle posizioni dell'anarchico Alfredo Cospito, detenuto al regime del 41-bis.

Per la comunicazione in rete, dicono gli investigatori, sarebbero stati impiegati servizi forniti da A/I Collective, Autistici/Inventati, compresi sistemi di posta elettronica anonima e la piattaforma di blogging Noblogs.org. All'epoca dei fatti contestati il dominio risultava consultabile pubblicamente, mentre solo utenti autorizzati potevano pubblicare contenuti.

L'inchiesta sostiene inoltre che il gruppo si sarebbe riunito in un primo tempo in un circolo di Ercolano e successivamente nella Biblioteca di Cultura Vesuviana di San Giorgio a Cremano. In quest'ultima sede, sempre secondo gli atti, sarebbe stato redatto un documento intitolato "Rivoluzione e Estinzione" che conterrebbe riferimenti espliciti ad Alfredo Cospito.

Gli investigatori riferiscono infine che nel 2019 alcuni presunti componenti avrebbero tentato di raggiungere Torino per partecipare a una manifestazione in sostegno di Cospito, ma la Digos li avrebbe individuati e isolati prima di un loro coinvolgimento negli scontri con le forze dell'ordine.

Nel procedimento si è costituita parte civile la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il processo proseguirà con le prossime udienze davanti alla Corte d'Assise di Napoli.

Fonte: Raccontiamo Napoli

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