Omicidio Colalongo a Scisciano: due persone in carcere per favoreggiamento, coinvolto il latitante Antonio Aloia
Ordinanze eseguite dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta della Dda su delitto del 17 dicembre 2025
Due persone sono state raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso a Scisciano il 17 dicembre 2025. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna al termine di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli - Direzione distrettuale antimafia.
I due indagati sono accusati di favoreggiamento personale e di procurata inosservanza di pena, con l'aggravante di aver agito per agevolare il gruppo criminale identificato come Luongo-Covone-Aloia. Secondo l'ipotesi accusatoria, dopo l'omicidio avrebbero aiutato uno degli esecutori sia a sottrarsi alle indagini sia a eludere l'esecuzione di una pena già a suo carico.
I carabinieri hanno indicato come persona aiutata Antonio Aloia, attualmente latitante e ritenuto dagli investigatori uno degli autori dell'agguato. L'ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Colalongo, nato nel 1977 e già noto alle forze dell'ordine, fu ucciso intorno alle 20.30 del 17 dicembre in via Giuseppe Garibaldi a Scisciano. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima viaggiava su uno scooter SH quando sarebbe stata affiancata da due persone a bordo di una Honda Transalp; furono esplosi numerosi colpi e Colalongo fu raggiunto anche al volto.
Nelle immediate vicinanze del luogo dell'omicidio i carabinieri trovarono una pistola calibro 9, inizialmente ritenuta compatibile con l'arma impiegata nell'agguato. Le indagini furono affidate al Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, con l'intervento anche dei militari della stazione di San Vitaliano dopo alcune segnalazioni di spari.
Le misure cautelari eseguite oggi rappresentano lo sviluppo dell'attività investigativa diretta dalla Dda di Napoli, che mantiene l'inchiesta sul delitto e sulle presunte condotte di favoreggiamento collegate alla latitanza di Aloia.