Al carcere di Secondigliano operativo il jammer che inibisce cellulari e droni
Balboni presenta a Napoli i risultati della sperimentazione: 24mila tentativi di chiamata bloccati
Il 24 settembre 2026, dalla Prefettura di Napoli, il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni ha reso noto l'avvio dell'uso del cosiddetto jammer nel penitenziario di Secondigliano, struttura nota anche come Napoli Nord. Il dispositivo impedisce la ricezione e l'emissione del segnale per dispositivi mobili e droni e la sperimentazione è stata definita “top secret”.
Secondo Balboni, a poche ore dall'attivazione dell'impianto sono stati bloccati 24mila tentativi di telefonata verso l'esterno. Considerato che il carcere conta circa 1.500 detenuti, il sottosegretario ha rilevato che la media dei tentativi sarebbe stata di circa 16 chiamate per detenuto.
Il ministero ha indicato due finalità principali del sistema: ostacolare l'uso di droni per introdurre droga nel penitenziario e impedire comunicazioni dall'interno verso l'esterno che possano agevolare attività criminali organizzate. Balboni ha sottolineato che il jammer è il primo impianto attivato in un istituto penitenziario e che l'intenzione è di estenderne l'installazione ad altri carceri con reparti di massima sicurezza entro la fine dell'anno.
Il sottosegretario ha precisato che il numero esatto di installazioni previste e il finanziamento dell'iniziativa sono dati riservati per non fornire indicazioni alla criminalità. Ha inoltre spiegato che l'applicazione del sistema non è possibile ovunque, sia per i costi sia perché in carceri ubicati in pieno centro cittadino potrebbe interferire con le attività civili; per questo motivo è stato escluso il carcere di Poggioreale e, con ogni probabilità, anche strutture come San Vittore a Milano e Regina Coeli a Roma.
Balboni ha inoltre richiamato altre misure già adottate in alcuni istituti, citando reti anti-drone e la presenza stabile di cani antidroga, e ha illustrato interventi di edilizia penitenziaria: è stato stanziato un importo di 900mila euro e, ha annunciato, entro metà 2027 saranno completati circa 10mila nuovi posti per detenuti.
La presentazione è avvenuta a Napoli e le dichiarazioni del sottosegretario costituiscono la fonte delle informazioni diffuse sulla sperimentazione e sulle misure annunciate.